NOME. Gricignano, la donna che sussurrava affari al boss degli ‘Scusuti’

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Andrea Autiero
Andrea Autiero

GRICIGNANO – Un capannone da destinare al rimessaggio di imbarcazioni da diporto e un locale da trasformare in casa vacanze nel comprensorio aversano. Sono le operazioni immobiliari che Gemma Di Donato avrebbe proposto ad Andrea Autiero, ritenuto dagli inquirenti un esponente di primo piano del gruppo mafioso degli ‘Scusuti’.

La figura della donna è emersa nell’inchiesta condotta dai carabinieri e coordinata dai pubblici ministeri della Dda di Napoli Simona Belluccio e Vincenzo Toscano, sfociata nei giorni scorsi nel fermo di Autiero. Le conversazioni intercettate avrebbero documentato gli incontri durante i quali Di Donato e Autiero discutevano dei possibili investimenti. Gli accertamenti sulla posizione fiscale della donna, secondo quanto riportato negli atti, non avrebbero però evidenziato disponibilità economiche e finanziarie tali da sostenere operazioni di quella portata.

Nella stessa attività investigativa è emerso anche un altro episodio. Di Donato, secondo l’accusa, ha consegnato ad Autiero almeno una pistola. La circostanza sarebbe stata ricostruita attraverso le conversazioni registrate dal trojan installato sul telefono dell’uomo. Nel tardo pomeriggio del 22 luglio scorso, Autiero avrebbe fatto riferimento a un’arma già ricevuta dalla donna e ne avrebbe chiesta un’altra insieme alle munizioni. La pistola gli sarebbe servita, secondo quanto affermato durante uno dei dialoghi, per compiere un non meglio precisato “servizio”.

Ad Autiero e Di Donato vengono contestati la detenzione e il porto illegale in luogo pubblico di un’arma da fuoco, con le aggravanti del metodo e dell’agevolazione mafiosa. Per la Procura, la condotta sarebbe stata finalizzata ad affermare e consolidare il controllo degli ‘Scusuti’ sul territorio di Gricignano di Aversa e nei comuni vicini. Nei confronti della donna, tuttavia, la Dda non ha avanzato la richiesta di fermo disposta per Autiero.

Il presunto esponente del gruppo deve rispondere anche di altre gravi accuse. Tra queste figura il progetto per uccidere una donna, che sarebbe stato commissionato dall’ex compagno per 20mila euro. Secondo la contestazione, il gruppo avrebbe ricevuto un anticipo di 5mila euro e predisposto la logistica necessaria, comprese automobili con targhe clonate, telefoni di copertura, sopralluoghi e attività di osservazione.

Ad Autiero vengono inoltre attribuiti, insieme ad altri indagati, gli spari contro l’abitazione dell’imprenditore Michele Scarano a Gricignano di Aversa e contro il distributore SmartOli di Carinaro, riconducibile alla famiglia del sindaco Vittorio Lettieri. Anche questi episodi sono contestati con le aggravanti del metodo e dell’agevolazione mafiosa.

Gemma Di Donato, Andrea Autiero e tutte le altre persone coinvolte nell’inchiesta devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

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