Il Gran Premio di Monaco rappresenta un’anomalia nel calendario di Formula 1, con un tracciato che per le sue caratteristiche potrebbe favorire la Scuderia Ferrari. Il layout cittadino, con le sue frenate secche e i brevi rettilinei, tende a esaltare doti diverse dalla pura potenza del motore.
Finora, la gestione dell’energia elettrica sulle lunghe distanze è stata un fattore cruciale. A Monaco, questo paradigma si inverte: le numerose frenate consentono un recupero energetico efficiente e la carica elettrica viene utilizzata in brevi fasi di accelerazione. Ciò ha il potenziale di annullare il vantaggio mostrato da rivali come Mercedes nella gestione della power unit su altri tipi di circuiti.
A rafforzare questo scenario intervengono le decisioni della FIA per il weekend monegasco. La Federazione ha stabilito che non sarà utilizzato lo “Straight Mode”, ovvero l’aerodinamica attiva. Le ali avranno una configurazione a flap fissi, premiando le vetture con un alto carico aerodinamico e una buona efficienza meccanica a discapito di quelle ottimizzate per la riduzione della resistenza all’avanzamento.
Inoltre, è stato imposto un profilo specifico per l’erogazione della potenza elettrica. I 350 kW massimi inizieranno a decrescere linearmente già a partire da 200 km/h, per poi esaurirsi a 300 km/h. Questa modifica sposta ulteriormente l’attenzione dalla potenza massima alla guidabilità e alla trazione in uscita dalle curve lente.
Per agevolare i sorpassi, notoriamente difficili nel Principato, è stato comunque mantenuto un “overtake mode”. Se attivato, permetterà di avere più potenza a velocità elevate, ma solo per un tempo limitato, esaurendosi rapidamente oltre i 300 km/h. Sarà uno strumento strategico da usare con parsimonia.
Queste condizioni tecniche sembrano adattarsi perfettamente alle qualità della Ferrari SF-24. La monoposto di Maranello ha mostrato fin qui una notevole agilità nei cambi di direzione e una grande reattività in accelerazione, caratteristiche che a Monaco sono decisive, specialmente in qualifica.
La fiducia del pilota sarà un altro elemento chiave. Charles Leclerc, in particolare, avrà a disposizione le tre sessioni di prove libere del formato standard per trovare il feeling ideale con la vettura e affinare un setup che si adatti alle condizioni uniche dell’asfalto monegasco.
Di conseguenza, appare legittimo attendersi una Ferrari in grado di lottare alla pari con i principali avversari. Su una pista dove maneggevolezza e precisione di guida contano più della potenza pura, la Scuderia ha una concreta opportunità per puntare a un risultato di vertice.





