Novak Djokovic è tornato a parlare della semifinale di Wimbledon persa contro Jannik Sinner. In un’intervista concessa all’emittente statunitense Cbs Mornings, il tennista serbo ha analizzato i motivi della sconfitta, offrendo una lucida riflessione sulla sua condizione fisica e sul futuro della sua carriera.
L’attuale numero 7 del ranking ATP ha rivelato di non essere arrivato all’incontro con l’italiano nelle migliori condizioni. “Il corpo reagisce in modo diverso e questa è semplicemente genetica”, ha spiegato Djokovic, facendo riferimento all’impatto di una carriera ultraventennale ai massimi livelli. “L’usura, gli oltre 20 anni ai massimi livelli, si fanno sentire. Non ero fresco come avrei voluto”.
Il campione serbo ha però subito messo in chiaro di non voler sminuire il successo del suo avversario, che ha poi conquistato il suo secondo titolo a Wimbledon battendo in finale Alexander Zverev. “Questo senza nulla togliere a Sinner, che ha vinto meritatamente il torneo”, ha precisato, dimostrando grande sportività e rispetto per il risultato del campo.
A pesare sulla sua freschezza atletica è stata senza dubbio la partita precedente. Appena tre giorni prima della sfida con Sinner, Djokovic era stato infatti protagonista di una vera e propria maratona tennistica nei quarti di finale contro Felix Auger-Aliassime, un incontro che era riuscito a vincere dopo oltre cinque ore di estenuante battaglia.
Quello sforzo prolungato ha inevitabilmente lasciato delle scorie fisiche e mentali. A 39 anni, i tempi di recupero si allungano ed è fisiologicamente più complesso smaltire la fatica tra un incontro e l’altro, specialmente in un torneo dello Slam che prevede impegni ravvicinati e partite al meglio dei cinque set.
Nonostante le difficoltà, Djokovic non ha alcuna intenzione di considerare il ritiro e guarda al futuro con la consueta determinazione. “C’è sempre qualcosa da dimostrare. Posso sempre essere migliore di quanto lo fossi ieri”, ha affermato con convinzione, confermando la sua fame di successi.
Il suo obiettivo rimane quello di competere ad armi pari con la nuova generazione di campioni che sta emergendo nel circuito. “Sto solo cercando di ottenere ogni minimo vantaggio possibile per poter continuare a giocare un tennis di alto livello e confrontarmi con i più giovani”, ha concluso. La sua analisi mostra una grande consapevolezza dei propri limiti attuali, ma anche una volontà di ferro nel continuare a lottare per i traguardi più prestigiosi.





