“Bond. James Bond”. Una presentazione iconica, un primo impatto che ha definito un personaggio per decenni. Nel calcio, il concetto non è diverso: il primo tocco di un giocatore può rivelare tutto il suo talento. Per Donyell Malen, attaccante olandese, quel primo contatto con il pallone è diventato un vero e proprio marchio di fabbrica, la sua personale “licenza di segnare”.
A differenza di molti colleghi, Malen non ferma quasi mai la palla sul posto. Il suo segreto consiste nel trasformare il controllo in un’opportunità immediata. Con il primo tocco, allontana la sfera dal diretto marcatore, guadagnando tempo e spazio preziosi per la giocata successiva, che sia un tiro o un passaggio decisivo.
Questa abilità gli ha permesso di segnare gol di pregevole fattura, in cui il primo controllo è già metà dell’opera. Spesso, con un tocco morbido, ha scavalcato i portieri in uscita o ha spostato la palla nell’unico corridoio disponibile per calciare in rete, rendendo vano l’intervento del difensore. È una tecnica che richiede una coordinazione e una visione di gioco fuori dal comune.
Il maestro assoluto di questa arte è stato Diego Armando Maradona. Fin da bambino, Diego sapeva che un pallone fermo è un pallone vulnerabile, un invito per i difensori più aggressivi. Per questo, accarezzava la sfera con l’interno o l’esterno del piede e la indirizzava subito via, lasciando gli avversari immobili come statue.
Maradona ha usato il primo tocco per fuggire dalla marcatura asfissiante, creando dal nulla occasioni da gol. La sua capacità di girarsi e partire in velocità con un solo movimento ha fatto scuola, dimostrando che il controllo orientato è l’essenza del calcio offensivo moderno.
Un altro interprete sublime di questo fondamentale è stato Marco van Basten, il “Cigno di Utrecht”, connazionale di Malen. Anche lui, con la sua eleganza inconfondibile, era capace di trasformare un lancio lungo in un’occasione letale, controllando il pallone e mettendosi in condizione di tirare con un unico, fluido gesto. La sua celebre girata è diventata un simbolo.
Donyell Malen si inserisce in questa prestigiosa tradizione olandese. La sua capacità di rendere il primo tocco un’arma strategica lo proietta in una dimensione diversa, quella dei giocatori che non si limitano a colpire il pallone, ma lo pensano un attimo prima degli altri. Un’eredità pesante, che Malen ha dimostrato di saper onorare sul campo.








