Espulsi dai Cinque Stelle, Angrisani: “Non tornerò”

La senatrice: “Crimi non aveva il potere di allontanarci per il ‘no’ al governo guidato da Mario Draghi”

Napoli – A distanza di diversi mesi dall’investitura di Giuseppe Conte a ‘leader’ dei pentastellati da parte di Beppe Grillo, l’ufficializzazione che deve avvenire passando per il voto degli iscritti al M5S non c’è ancora stata. Il quadro interno al Movimento anziché chiarirsi si è ulteriormente complicato poiché nessuna votazione è stata indetta nonostante quanto deciso durante gli stati generali dello scorso ottobre né per eleggere un nuovo capo politico né per scegliere i componenti dell’organismo collegiale.

A questo si aggiunge il fatto che da settimane l’ex premier chiede invano a Davide Casaleggio numero uno di Rousseau di consegnargli l’elenco degli iscritti al M5S. Ma per legge pare che ‘Giuseppi’ non sia giuridicamente nella posizione di poter avanzare pretese poiché non risulta essere né leader dei grillini né iscritto al M5S e sempre giuridicamente ci sono perplessità rispetto alla legittimità delle espulsioni dei parlamentari che non hanno votato la fiducia al governo Draghi volute da Vito Crimi, il cui mandato da reggente è ampiamente scaduto.

In pratica i pentastellati, che negli ultimi mesi non ne hanno azzeccata una ,non sanno che pesci prendere e si accontentano di galleggiare all’ombra del Pd sperando che il progetto dell’alleanza giallorossa possa garantirgli un posto al sole alle prossime Amministrative. Peccato che tale alleanza non sia praticabile nelle grandi città al voto eccezione fatta per Napoli. A fare il punto con Cronache è la senatrice Luisa Angrisani, espulsa dal gruppo grillini a palazzo Madama.

Lei è stata espulsa dal M5S per il no al governo Draghi, oggi si scopre che l’espulsione potrebbe essere illegittima poiché, per legge, Crimi non aveva il mandato per mettervi alla porta. Che ne pensa? Chiederà il reintegro o l’attuale M5S non le interessa più?
Preciso che sono stata allontanata dal gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, non dal Movimento 5 Stelle. Chiarito questo, ritengo che Crimi non avesse il mandato di estromettere dai gruppi parlamentari chi aveva votato contro il Governo Draghi. Se i presupposti sono quelli attuali non ho intenzione, alla luce di quello che si decide al governo, di ritornare indietro.
Casaleggio non ha consegnato l’elenco degli iscritti a Conte, il M5S non si avvarrà più della piattaforma Rousseau che sarà a servizio delle civiche per le Amministrative. In pratica farà concorrenza al Movimento? Lei alle elezioni darà una mano a qualcuno? A chi?
Davide Casaleggio non sta facendo concorrenza a nessuno, applica la legge che non consente il trattamento dei dati così come chiede Conte. Attualmente non ho intenzione di appoggiare nessuno, anche perché non vedo nessuno che abbia voglia di portare avanti le esigenze dei territori o si discosti da queste politiche neoliberiste che rappresentano lo scenario attuale.
L’alleanza Pd-M5S si è sgonfiata in tutte le grandi città meno che a Napoli. Secondo lei perché?
L’alleanza tra PD e M5S sta venendo meno nelle grandi città proprio perché sarebbe la prova del 9. Eventuali débâcle porterebbero a delle assunzioni di responsabilità che attualmente i vertici di PD e Movimento 5 Stelle non vogliono assumersi. A Napoli la situazione ancora non è chiara, è indecifrata, perché nessuno gioca a carte scoperte. Tra incontri e accordi sottobanco si gioca a nascondino, con buona pace della trasparenza e dei principi del fu Movimento 5 Stelle.
Di Battista ha detto che rientrerebbe nel M5S se questo uscisse dalla maggioranza del governo Draghi dove si è ridotto a partito di minoranza. Visti i malumori di tanti c’è la possibilità che nasca un ‘Movimento’ alternativo? Se così fosse lei sarebbe della partita?
Ad oggi la delusione è tanta, ho dato molto al Movimento, che da un lato mi ha ripagato dandomi la possibilità e l’onore di sedere in Senato, d’altra parte mi ha profondamente ferito nei miei princìpi, in quello che ho creduto e per il quale ho speso 10 anni della mia vita. Di Battista resta ancora oggi un punto di riferimento per tanti, ha creduto nel Movimento ed è quello che ha ricevuto meno rispetto agli altri, a lui va dato il merito di credere nei valori di Gianroberto. Mi farebbe piacere che Alessandro appoggiasse il nostro progetto, creasse con noi una vera alternativa a questo governo.

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