NAPOLI – Un tentativo di furto d’auto finito male, che si trasforma nella scoperta di un reato ancora più grave. È la cronaca di quanto accaduto nei giorni scorsi nel quartiere di San Pietro a Patierno, periferia nord di Napoli, dove un uomo di 50 anni, già noto alle forze dell’ordine, ha pensato di poter agire indisturbato, violando la misura cautelare a cui era sottoposto. Il suo piano, però, è stato sventato dal tempestivo intervento di una pattuglia della Polizia di Stato, che lo ha colto con le mani nel sacco, assicurandolo alla giustizia per i reati di evasione e tentato furto aggravato.
La vicenda si è consumata nel cuore della notte, in via Giovanni Pascale. In quel momento, una volante dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico era impegnata nel consueto e capillare servizio di controllo del territorio, un’attività fondamentale per garantire la sicurezza e prevenire i reati predatori che affliggono diverse aree della città. L’attenzione degli agenti è stata improvvisamente catturata dai movimenti sospetti di un individuo che, approfittando del silenzio e dell’oscurità, si stava accanendo su una vettura regolarmente parcheggiata a bordo strada.
L’uomo, incurante di un possibile passaggio, era completamente assorbito dal suo “lavoro”. Utilizzava una robusta spranga di ferro per fare leva sulla carrozzeria e, contemporaneamente, maneggiava una lama seghettata con cui stava cercando di forzare la serratura della portiera lato guida, probabilmente nel tentativo di aprirsi un varco senza far scattare l’allarme. La scena non ha lasciato spazio a dubbi: si trattava di un ladro in piena azione.
I poliziotti, con professionalità e prontezza, hanno agito immediatamente. Scesi dall’auto di servizio, hanno raggiunto il soggetto in pochi istanti, sorprendendolo alle spalle e bloccandolo prima che potesse tentare la fuga o disfarsi degli attrezzi del mestiere. Sottoposto a perquisizione personale, il 50enne è stato trovato in possesso dell’intero kit da scassinatore: oltre alla spranga di ferro, gli agenti hanno rinvenuto e sequestrato un paio di forbici le cui punte erano state palesemente alterate, modificate artigianalmente per essere utilizzate come grimaldello o per manomettere il blocchetto d’accensione del veicolo.
Ma la vera sorpresa è arrivata durante le fasi di identificazione. Dai controlli effettuati tramite la centrale operativa, è emerso un dettaglio che ha aggravato pesantemente la posizione dell’uomo: il 50enne risultava essere sottoposto alla misura degli arresti domiciliari. Invece di rimanere nella propria abitazione come disposto dal giudice, aveva deciso di evadere per dedicarsi ad attività criminali. Per lui sono quindi scattate le manette, non solo per il tentato furto aggravato dall’uso della violenza sulle cose e dal possesso di strumenti atti allo scasso, ma anche per il grave reato di evasione. Condotto presso gli uffici della Questura per le formalità di rito, l’uomo è stato tratto in arresto e ora dovrà rispondere alla magistratura di entrambe le accuse, rischiando un sensibile inasprimento della sua pena.












