La Federazione Internazionale dell’Automobile ha avviato una valutazione per modificare il regolamento sulla Virtual Safety Car in Formula 1. La discussione si è riaccesa dopo l’episodio che ha coinvolto Lando Norris durante il Gran Premio di Spagna, dove il pilota della McLaren ha perso posizioni preziose a causa della tempistica di un intervento della VSC.
L’incidente ha penalizzato la strategia di Norris, facendolo concludere al terzo posto e alimentando il dibattito sulla potenziale iniquità del sistema. Secondo quanto riportato da fonti internazionali, la FIA sottoporrà la questione al vaglio dei team, con la possibilità di inserirla nell’agenda della prossima riunione dello Sporting Advisory Committee, l’organo che riunisce i direttori sportivi e i rappresentanti della Federazione. L’obiettivo è ridurre l’influenza degli interventi di sicurezza sull’esito sportivo.
Nel post-gara, Lando Norris ha espresso con chiarezza la sua frustrazione. Ai microfoni di Sky Sport ha dichiarato: “È una regola che non dovrebbe definire le posizioni. A vincere deve essere chi offre la migliore prestazione”. Secondo il pilota inglese, la soluzione per garantire maggiore equità sarebbe netta: chiudere la corsia dei box non appena viene attivata una Safety Car, virtuale o fisica, per evitare che alcuni piloti possano trarre un vantaggio ingiusto.
Anche il team principal della McLaren, Andrea Stella, è intervenuto sulla questione, difendendo però l’operato della direzione gara. “Non credo che la responsabilità sia del direttore. La sua attenzione deve essere rivolta a capire quando esistono le condizioni per attivare la VSC e quando ci sono quelle per terminarla”, ha spiegato Stella, sottolineando come il direttore abbia agito correttamente sulla base delle regole in vigore.
Tuttavia, lo stesso Stella ha aperto alla possibilità di una revisione del sistema. “Potrebbe esserci una riflessione più ampia da parte della comunità della F1 per capire se mantenere le cose come sono oppure introdurre sistemi che garantiscano maggiore equità”. Il team principal si è poi interrogato sulle possibili soluzioni, evidenziando la complessità della materia: “È giusto garantire una durata sufficiente, magari facendo durare la Virtual Safety Car almeno un giro? Oppure lasciamo tutto così, accettando che qualche volta si è fortunati e qualche altra no? Al momento non ho una risposta”. La ricerca di un nuovo equilibrio tra sicurezza e competizione è ufficialmente iniziata.






