Famiglia, si alza il sipario sul Congresso mondiale: riflettori puntati su Verona

Un braccio di ferro, la partecipazione all'evento, che si è consumato anche sul simbolo della presidenza del Consiglio dei ministri

in foto Matteo Salvini

MILANO – Si alza il sipario a Verona sul tredicesimo Congresso mondiale delle famiglie. Forse il più discusso dalla sua istituzione, avvenuta a metà degli anni Novanta. La vigilia dell’evento ha occupato buona parte del dibattito politico nazionale, con la contrapposizione palese di due visioni diametralmente opposte nella maggioranza che sorregge il governo italiano. La Lega di Matteo Salvini che appoggia gli organizzatori del Wcf e il M5S di Luigi Di Maio che lo definisce “il Medioevo”.

Famiglia, il congresso di Verona divide l’esecutivo

Un braccio di ferro che si è consumato anche sul simbolo della Presidenza del Consiglio dei ministri, inizialmente utilizzata dal Congresso e poi rimossa dopo l’intervento del premier, Giuseppe Conte, che non ha ritenuto “opportuno” autorizzarne il rilascio. Anche se tecnicamente nessuno lo aveva chiesto. Poco male, visto che Antonio Brandi e Jacopo Coghe, gli organizzatori del consesso in Italia, hanno subito fatto sapere di “non essere attratti dal loghetto”.

All’evento parteciperanno molti esponenti del governo

Al loro fianco, comunque, un pezzo importante dell’esecutivo già c’è: dal ministero della Famiglia e la disabilità, con il titolare Lorenzo Fontana, al Viminale, con la ‘star’ del programma, Matteo Salvini, al responsabile del Miur, Marco Bussetti. Assieme a loro ci saranno anche i governatori del Veneto, Luca Zaia, e del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, che hanno anche concesso il patrocinio alla manifestazione. Un sigillo leghista, rimpinguato dalla presenza del senatore Simone Pillon, autore della proposta di legge sull’affido condiviso, che ha fatto storcere il naso ai ‘soci’ del Movimento 5 Stelle.

Aderisce anche la leader di Fratelli d’Italia

Nella città di Romeo e Giuletta, oltre al sindaco Federico Sboarina, ci saranno tra gli altri il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, il ministro ungherese della Famiglia, Katalin Novak, e l’eurodeputata di Forza Italia, Elisabetta Gardini. Non ci sarà, invece, il neo presidente dell’Istat, Giancarlo Blangiardo, invitato a prendere parte a uno dei panel come esperto di demografia. Ma convinto a declinare per le polemiche scatenate da sindacati, opposizioni e M5S. Troppa politica per un dirigente pubblico.

I partecipanti a sostegno della famiglia tradizionale

Il parterre è comunque nutrito. Ad aprire i lavori sarà Brian Brown, il presidente dell’Iof, l’organizzazione internazionale delle famiglie. Poi, sul palco della Gran Guardia si alterneranno personaggi molto in vista nel mondo provita ma anche molto discussi, come il presidente di CitizenGo, Ignacio Arsuaga, il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, l’arcivescovo metropolita di San Francisco, Salvatore Joseph Cordileone, il presidente dell’Alleanza evangelica italiana, Giacomo Ciccone, e il chairman della commissione Famiglia e maternità del Patriarcato di Mosca, Dmitry Smirnov, che definì “cannibali” le donne che decidono di interrompere la gravidanza.

La contromarcia dell’opposizione

Nella cittadina scaligera ci saranno anche gli oppositori, con la ‘contromarcia’ organizzata per sabato 30 marzo, che vedrà unite associazioni per la difesa dei diritti delle donne, della comunità Lgbtqi, sindacati e una parte di centrosinistra, con Pd e Leu in testa. Domenica 31 marzo, invece, toccherà al Wcf scendere in piazza con la ‘Marcia per la famiglia’. A cui ha annunciato che prenderà parte anche una delegazione di Forza Nuova. Per un week end che si preannuncia molto caldo.

(LaPresse/di Dario Borriello)

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