In occasione del Gran Premio d’Ungheria, la Scuderia Ferrari ha introdotto un’importante novità tecnica sulla sua monoposto: un’ala posteriore da alto carico aerodinamico, progettata specificamente per le caratteristiche del circuito di Budapest.
La nuova ala, deliberata per il resto del fine settimana dopo le prove libere, si distingue per una serie di mini profili sovrapposti, integrati sopra il profilo principale. Questa soluzione, che occupa lo stesso volume dell’attuatore del flap mobile (DRS), si ispira in parte a un concetto già visto sulla Mercedes, includendo anche tre profili verticali sul bordo d’uscita del flap.
Durante la prima sessione di prove, il team ha condotto un test comparativo per validare l’efficacia della nuova componente. Solo la vettura di Charles Leclerc è stata equipaggiata con la nuova ala, mentre quella del compagno di squadra ha mantenuto la configurazione standard. L’obiettivo era misurare i vantaggi reali in termini di performance aerodinamica e dinamica del veicolo.
I risultati hanno confermato le attese. Al di là dell’ottimo tempo sul giro fatto segnare da Leclerc, i dati raccolti dai sensori hanno registrato un aumento di diversi punti di carico sull’asse posteriore. Questo incremento si è rivelato fondamentale per migliorare la trazione in uscita dalle numerose curve lente che caratterizzano l’Hungaroring, confermando pienamente le stime delle simulazioni. Il guadagno prestazionale è stato registrato in uscita da ogni curva del tracciato, senza eccezioni.
Grazie alla fiducia generata da questi dati, la scuderia non ha avuto esitazioni e ha deciso di montare la nuova ala su entrambe le monoposto per la seconda sessione di prove. Questa sessione è stata cruciale per raccogliere ulteriori informazioni, non solo sulla prestazione nel giro secco ma anche sul passo gara.
Le due Ferrari hanno così mostrato un’eccellente competitività, posizionandosi nelle zone alte della classifica. Le simulazioni di gara, note come long run, hanno confermato che l’assetto aerodinamico si integrava perfettamente con la dinamica della vettura, producendo un ritmo molto solido. Il passo gara è risultato consistente, avvicinato soprattutto dalla McLaren, mentre altri team sono apparsi meno efficaci in quella specifica simulazione.




