Fiorentina, Antognoni spiega l’assenza al Centenario

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Cronache Mercato
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Giancarlo Antognoni, storica bandiera e leggenda del club, ha rotto il silenzio per spiegare i motivi della sua clamorosa assenza alla festa per il Centenario della Fiorentina. Una scelta che ha sorpreso e amareggiato molti tifosi, ma che affonda le sue radici in eventi accaduti molto tempo prima delle celebrazioni.

“Ho sentito, ho visto e mi hanno riferito molte cose, ma la mia decisione di non partecipare è maturata ben cinque anni fa”, ha dichiarato l’ex capitano. La ferita, dunque, è profonda e risale al suo ultimo periodo lavorativo all’interno della società, quando ricopriva il ruolo di direttore tecnico.

In quel periodo, Antognoni lavorava a stretto contatto con l’allora direttore generale Joe Barone e il direttore sportivo Daniele Pradè. Tuttavia, con il passare del tempo, ha percepito un progressivo isolamento. “Pian piano mi sono trovato messo da parte, escluso dalle dinamiche decisionali che prima condividevo pienamente”, ha raccontato.

Il punto di rottura definitivo è arrivato con una proposta specifica da parte della dirigenza. “A un certo punto mi hanno offerto un altro incarico, un ruolo di responsabilità all’interno del settore giovanile”. Una proposta che, in altre circostanze, avrebbe potuto anche considerare.

“Avrebbe potuto interessarmi, ma non in quel momento e non in quelle modalità. Ho vissuto quella proposta come un chiaro invito a farmi da parte, un modo elegante per mettermi alla porta”. È stato allora che ha maturato la sua irrevocabile decisione. “In quel preciso istante ho deciso che non avrei preso parte a future celebrazioni ufficiali, incluso il Centenario”.

L’ex numero 10 ha tenuto a sottolineare che la sua scelta non è stata dettata da una mancanza di amore per i colori viola, ma dal profondo rispetto che nutre per essi e per i suoi sostenitori. “Sia chiaro, avrei voluto esserci più di chiunque altro, per i tifosi e per la storia che rappresento. Il mio posto era lì”.

Nel suo sfogo, ha poi tracciato un parallelo netto con altre icone del passato. “Forse più di tutti avrei dovuto essere presente, perché a differenza di campioni come Baggio, Batistuta o Rui Costa, io non ho mai tradito la Fiorentina. Non ho mai voluto lasciarla, nemmeno nei momenti più difficili”.

Il messaggio finale è un appello diretto al cuore del popolo viola. “Voglio che i fiorentini sappiano la verità. Mi dispiacerebbe enormemente se pensassero che questa assenza sia dipesa da un mio capriccio o da una mia volontà. La responsabilità non è mia”.

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