Un primo tempo sfortunato ha segnato la partita tra Fiorentina e Torino, costringendo entrambi gli allenatori a rivedere i propri piani a causa di due infortuni. Il primo episodio ha riguardato la squadra di casa, con il giovane Parfait Oulai che ha dovuto abbandonare il terreno di gioco.
Al 24′ minuto, il centrocampista ivoriano classe 2006, alla sua seconda partita consecutiva da titolare, ha avvertito un problema fisico e ha chiesto la sostituzione. L’allenatore Fabio Grosso è stato quindi obbligato a inserire al suo posto Cher Ndour. Si è trattato di un colpo inatteso per la Fiorentina, che puntava sulla freschezza del giovane talento per dare dinamismo alla mediana. La sua uscita ha rotto gli equilibri tattici pensati alla vigilia.
Le condizioni del giocatore viola andranno monitorate con attenzione. Soltanto gli esami strumentali che verranno effettuati nelle prossime ore potranno fornire un quadro chiaro sull’entità del problema muscolare e sui relativi tempi di recupero. La speranza dello staff medico è che si tratti di un affaticamento e non di una lesione più seria, che comporterebbe uno stop prolungato.
Nemmeno un quarto d’ora più tardi, la sfortuna si è accanita anche sulla squadra ospite. Al 40′ è stato il turno di Saul Coco, difensore del Torino, ad alzare bandiera bianca. Il calciatore ha messo volontariamente il pallone in fallo laterale, lamentando un dolore alla gamba destra che gli ha impedito di continuare a giocare.
L’allenatore Ignazio Abate ha reagito prontamente, mandando in campo Ardian Ismajli per ridisegnare il pacchetto arretrato. Anche in questo caso, la preoccupazione è evidente, dato che Coco rappresenta un elemento importante per la stabilità della difesa granata. La sua uscita forzata ha rappresentato un’altra tegola in una partita già complessa.
Come per il suo avversario, anche per il difensore del Torino sarà necessario attendere l’esito degli accertamenti clinici per definire la diagnosi. Entrambi i club incrociano le dita, augurandosi di non dover fare a meno dei loro giocatori per un lungo periodo. Questi due stop hanno inevitabilmente condizionato l’andamento della gara, costringendo i tecnici a un doppio cambio non preventivato prima della fine del primo tempo.





