Firenze, fratelli morti in hotel: slitta l’autopsia, chiesto l’incidente probatorio

Tra sabato e domenica i due giovani potrebbero aver consumato 42 dosi di farmaci, oltre ad aver bevuto alcol

Omicidio
Foto LaPresse - Stefano Porta

FIRENZE – Slitta a data da destinarsi l’autopsia sui cadaveri dei due fratelli belgi Dries e Robbe De Ceuster, 27 e 20 anni. Figli dello stesso padre ma con madri diverse, trovati morti nel tardo pomeriggio di domenica a Firenze in una stanza dell’hotel Minerva, in piazza Santa Maria Novella.

Slitta l’autopsia

L’esame doveva essere eseguito oggi, ma l’avvocato Dimitri Caciolli, legale del farmacista indagato per omicidio colposo per aver venduto ai ragazzi belgi due confezioni di un potente analgesico a base di ossicodone senza che fosse stata presentata la necessaria prescrizione medica, ha richiesto che l’accertamento autoptico venga svolto con la formula dell’incidente probatorio. Se la richiesta sarà accolta, sarà il gip a conferire l’incarico a un medico legale e non il pubblico ministero. In attesa della decisione del gip, il pm Giacomo Pestelli ha dato quindi disposizione a un medico legale di effettuare il solo prelievo di campioni di tessuti in vista degli esami tossicologici. Operazione che non è rinviabile per l’alterazione biologica dei risultati.

Un mix letale di alcol e pasticche

Secondo l’ipotesi investigativa fin qui prevalente, che potrebbe essere confermata o meno dall’esito dell’autopsia e degli esami tossicologici, a causare la morte dei due fratelli sarebbe stato un mix di alcol e pasticche dell’analgesico a base di ossicodone. Che i giovani avevano acquistato senza ricetta in una farmacia vicina all’albergo in cui alloggiavano per una vacanza, insieme al padre e alla sua compagna.

I ritrovamenti nella stanza di hotel

Nella camera dei due fratelli gli investigatori della squadra mobile fiorentina avevano rinvenuto bottiglie vuote di vino e birra oltre a due confezioni, da 28 pasticche ciascuna, dell’analgesico a base di ossicodone. Una delle scatole era completamente vuota, mentre dall’altra mancavano 14 pasticche. Tra sabato e domenica i due giovani potrebbero aver quindi consumato 42 dosi di questo farmaco, oltre ad aver bevuto alcol. Secondo quanto emerso, il farmacista indagato, un 28enne che si era laureato un anno fa, lo avrebbe venduto perché uno dei fratelli aveva insistito. Sostenendo che gli servisse per alleviare un forte dolore a un braccio operato di recente.

(LaPresse)

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