NOMI E FOTO. Ucciso per il furto alla figlia del boss: 4 arresti a Torre Annunziata. Anche un ultras della Juve Stabia

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Giovanni Imparato e Emanuele Raffone
Giovanni Imparato e Emanuele Raffone

TORRE ANNUNZIATA – Nuovi sviluppi nell’inchiesta sull’omicidio di Alfonso Fontana, il 24enne ucciso all’esterno del tribunale di Torre Annunziata la sera del 7 febbraio 2024 dopo un furto in un’abitazione riconducibile alla figlia di un boss. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, che ha portato all’arresto di quattro indagati. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di omicidio, detenzione e porto abusivo di armi, con l’aggravante del metodo mafioso.

Tra i fermati figura anche un capo ultrà della Juve Stabia. Secondo gli investigatori, il delitto sarebbe maturato in seguito al furto di due Rolex, mezzo chilo d’oro, 90mila euro in contanti e altri oggetti preziosi, avvenuto nell’abitazione della figlia di un esponente criminale. Già condannato in appello l’esecutore materiale dell’omicidio, Catello Martino, detto “‘o puparuolo”, inizialmente condannato all’ergastolo ma poi a trent’anni di reclusione dopo il venir meno dell’aggravante mafiosa. L’agguato si consumò nei pressi della rotonda del palazzo di giustizia, con l’esplosione di numerosi colpi d’arma da fuoco tra la gente, in una zona particolarmente affollata.

Dalle indagini emerge il ruolo di Giovanni Imparato, 62 anni, che avrebbe accompagnato il killer in scooter, incitandolo a sparare con la frase “spara, puparuò, spara” e favorendone la fuga. Insieme a lui sono stati arrestati anche Vincenzo Avella, 25 anni, Emanuele Raffone, 24 anni, e Alessandro Fontana, 24 anni, tutti di Castellammare di Stabia e accusati di detenzione e porto illegale di armi.

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