Con l’arrivo della stagione turistica, le acque del Golfo di Napoli e in particolare dell’isola d’Ischia si preparano a un’estate di intensa attività. Quest’anno, però, l’attenzione non è rivolta solo ai visitatori umani. Un ospite speciale e a lungo atteso ha fatto il suo ritorno: la foca monaca (Monachus monachus), uno dei mammiferi marini più rari al mondo. Gli avvistamenti, registrati con crescente frequenza negli ultimi mesi, hanno spinto l’Area Marina Protetta Regno di Nettuno a lanciare un appello alla responsabilità.
Per garantire una coesistenza pacifica e sicura tra le attività umane e questo delicato esemplare, l’ente ha diffuso un protocollo comportamentale chiaro e rigoroso. La regola fondamentale è una: mantenere sempre una distanza di sicurezza dall’animale, sia che lo si incontri in mare sia che stia riposando sulla costa. È indispensabile evitare qualsiasi forma di interazione diretta, come tentare di toccarlo, nutrirlo o richiamarne l’attenzione.
Chi si trova a bordo di un’imbarcazione deve rallentare la navigazione fino a fermarsi, se necessario spegnendo il motore. I rumori forti e i movimenti improvvisi possono infatti causare un grave stress alla foca, inducendola a una fuga precipitosa che potrebbe ferirla o allontanarla definitivamente da un’area adatta al riposo e alla riproduzione. Il disturbo rappresenta una minaccia concreta alla sopravvivenza di una specie già in pericolo.
L’Area Marina Protetta ha inoltre attivato un programma di “citizen science” per monitorare la presenza e gli spostamenti della specie. Ogni avvistamento diventa un dato prezioso per i biologi marini. I cittadini e i turisti sono invitati a documentare l’incontro con foto o video, senza disturbare, e a inviare il materiale tramite messaggio privato ai canali social dell’ente o via email agli indirizzi info@nettunoamp.it e focamonaca@isprambiente.it. Questa collaborazione con l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) è cruciale per mappare gli spostamenti e comprendere meglio le abitudini di questi mammiferi.
Il ritorno della foca monaca nelle acque ischitane non è un evento casuale, ma il risultato di anni di sforzi per la tutela dell’ambiente marino. Iniziative come il progetto europeo Life SeaNet hanno contribuito a migliorare la qualità dell’habitat e a sensibilizzare la popolazione locale sull’importanza della biodiversità. La presenza di questo mammifero è un indicatore biologico potentissimo: segnala che l’ecosistema sta recuperando salute e che le misure di protezione stanno funzionando.
La sfida per i prossimi mesi sarà quella di trasformare la curiosità dei turisti in un’opportunità di educazione ambientale. L’obiettivo è far comprendere che l’osservazione rispettosa è l’unica forma di interazione possibile e che la salvaguardia della foca monaca dipende dal comportamento di ciascuno. Proteggere questo simbolo del Mediterraneo significa proteggere l’intero patrimonio naturale del nostro mare.

















