Forlì, ragazza da Chernobyl truffata da coppia che la ospitava

Milano, 8 mar. (LaPresse) – Si erano impossessati con la violenza e l’inganno di 2 milioni di euro versati da un’assicurazione a una ragazza Bielorussa, che ospitavano nell’ambito del progetto di accoglienza per bambini vittime delle radiazioni di Chernobyl. La polizia di Forlì ha arrestato una coppia di conviventi accusati a vario titolo di maltrattamenti, truffa, circonvenzione di incapace e violenza sessuale.

La vittima del raggiro è una ragazza di 23 anni che, dall’età di dieci anni, veniva ospitata dalla coppia tutte le estati. Nel maggio del 2014, appena maggiorenne, mentre si trovava in sella alla sua bicicletta, era rimasta vittima di un grave incidente stradale che le aveva causato un’invalidità dell’80% e per il quale l’assicurazione aveva liquidato oltre 2 milioni di euro come risarcimento del danno subìto.

Secondo quanto accertato dalla indagini, il piano della coppia prevedeva di appropriarsi dell’intera somma attraverso il controllo di ogni aspetto della vita della ragazza, che era all’oscuro dell’entità del denaro che le spettava. I due arrestati avevano comprato con i soldi della giovane automobili, immobili e altri beni e avevano aperto diversi conti correnti.

I due conviventi avevano quindi assunto la ragazza come colf per farle fare le pulizie nella villa acquistata con i suoi stessi soldi. Alla loro vittima avevano fatto credere che l’unico modo per rinnovare il permesso di soggiorno era quello di avere un lavoro. I due, però, erano era consapevoli che non lo avrebbe mai ottenuto per la mancanza delle necessarie condizioni burocratiche, e quindi la ragazza sarebbe stata espulsa dal territorio nazionale. La conclusione del piano sarebbe stata proprio quella di liberarsi della ragazza rimandandola in Bielorussia, così da avere piena disponibilità del patrimonio. Una volta all’estero, le avrebbero accreditato mensilmente 200euro su una carta prepagata.

Lo scorso ottobre la ragazza è stata cacciata di casa e costretta a vivere in un monolocale, dopo che aveva riferito alla donna di essere stata abusata sessualmente dal suo convivente, anche quando era minorenne e trascorreva le vacanze estive da loro. La vittima è riuscita a chiedere aiuto e denunciare i suoi aguzzini scrivendo un biglietto all’assistente sociale che la seguiva. I polizotti hanno verificato quanto stava accadendo e accertato che non c’era traccia dei 2 milioni di euro. La giovane è stata collocata in una struttura protetta e le è stato riconosciuto un permesso di soggiorno per motivi di giustizia. Il gip, oltre alle misure restrittive in carcere, ha disposto il sequestro preventivo di due immobili, due auto e di quattro conti correnti. Le indagini della polizia hanno permesso, inoltre, di recuperare circa 500mila euro non ancora spesi dalla coppia, che saranno subito restituiti alla giovane. Oltre alla coppia è stata denunciata a piede libero la figlia naturale della donna per truffa e circonvenzione di incapace, per essersi intestata una parte del patrimonio della vittima.

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