CASTEL VOLTURNO – Intercettazioni, immagini registrate da telecamere nascoste e documenti. A sostenere la ricostruzione della Procura di S. Maria Capua Vetere sul presunto sistema corruttivo che avrebbe interessato una parte dell’esperienza amministrativa di Pasquale Marrandino ci sono anche le dichiarazioni di alcuni funzionari del Comune di Castel Volturno.
Uno dei temi centrali della richiesta di applicazione di una misura cautelare avanzata dai pubblici ministeri Giacomo Urbano e Anna Ida Capone nei confronti dell’ormai ex sindaco riguarda la presunta tangente che il politico avrebbe ricevuto, secondo l’accusa, dall’ingegnere Daniele De Caprio, di Cancello ed Arnone. La dazione di denaro sarebbe stata il corrispettivo degli incarichi professionali affidati a quest’ultimo dal Comune.
Francesco Pirozzi (estraneo all’inchiesta), funzionario dell’area Ambiente e Territorio, ha riferito agli inquirenti che sarebbe stato proprio Marrandino a indicargli il nome di De Caprio per l’incarico di direttore dell’esecuzione del contratto, il cosiddetto Dec, relativo all’appalto quinquennale per la raccolta dei rifiuti.
Pirozzi ha spiegato che, dopo la rinuncia dell’unico professionista che aveva risposto alla manifestazione d’interesse, rappresentò a Marrandino l’urgenza di individuare una persona alla quale affidare l’incarico. Marrandino, all’epoca assessore con delega all’Ambiente, gli avrebbe fatto il nome di De Caprio, descrivendolo come un professionista “capace, giovane e affidabile”. Il funzionario ha aggiunto che non conosceva personalmente l’ingegnere e che ne verificò successivamente la presenza nella short list del Comune.
Sentito anche sul contenuto di una conversazione telefonica nella quale aveva definito De Caprio “sensibile” ai consigli di Marrandino, Pirozzi ha chiarito agli inquirenti che intendeva riferirsi all’ascendente esercitato dall’amministratore sul professionista, proprio perché quest’ultimo era stato nominato su sua indicazione.
Quella relativa a De Caprio, tuttavia, non sarebbe stata l’unica presunta ingerenza di Marrandino nell’attività degli uffici. Pirozzi, ascoltato il 9 dicembre scorso, nel giorno delle perquisizioni disposte dalla Procura, ha parlato di una “prassi” consistente nel favorire aziende del territorio attraverso indicazioni fornite dagli amministratori ai funzionari comunali.
Il responsabile dell’area Ambiente ha ricordato, in particolare, che Giulio Natale, all’epoca vicesindaco, gli avrebbe indicato la Edil Rao per un affidamento sotto soglia. Per gli interventi di cura del verde, invece, sarebbe stato Marrandino, quando ricopriva la carica di assessore, a segnalargli la ditta Apm.
Durante l’interrogatorio Pirozzi si era riservato di ricostruire con maggiore precisione gli affidamenti effettuati su indicazione degli amministratori. Sei giorni dopo, il 15 dicembre, consegnò agli inquirenti un elenco.
Secondo quanto dichiarato dal funzionario, su indicazione di Pasquale Marrandino sarebbero stati disposti affidamenti diretti in favore di LG Group srl, Ever Power srl, GP Motori srl e Società cooperativa ATS Monte Maggiore. Alcune delle indicazioni risalirebbero al periodo nel quale Marrandino era assessore della Giunta guidata da Luigi Petrella. A Giulio Natale vengono invece attribuite le segnalazioni della Edil Rao di Nino e della Euroservice Servizi Ambientali. Pirozzi ha anche dichiarato di essersi opposto, in alcune occasioni, alle indicazioni ricevute, senza tuttavia riuscire a ricordare nel dettaglio i singoli episodi.
Una ricostruzione analoga è contenuta nelle dichiarazioni rese il 9 dicembre 2025 da Gennaro Campoli (estraneo all’inchiesta), responsabile dell’area Lavori pubblici e Beni confiscati. Interrogato sulla determina con la quale, nel dicembre 2024, era stato affidato a Salvatore Marcello un incarico professionale da cinquemila euro per la realizzazione di video destinati ai social, Campoli ha affermato che il nominativo gli sarebbe stato indicato dall’assessore Andrea Scalzone.
Le dichiarazioni dei due funzionari sono state raccolte la mattina stessa delle perquisizioni, quando – secondo quanto evidenziato dagli inquirenti – Pirozzi e Campoli non erano ancora a conoscenza delle attività investigative in corso.
Per la Procura, le loro testimonianze contribuirebbero a dimostrare le ingerenze degli amministratori in decisioni che sarebbero spettate agli uffici comunali e a delineare il contesto nel quale si sarebbero sviluppati i presunti accordi corruttivi.
Gli affidamenti elencati da Pirozzi, per quanto risulta allo stato, non costituiscono autonomi episodi di corruzione contestati (fatta eccezione per l’affidamento alla Edil Rao). I pubblici ministeri, coordinati dal procuratore Pierpaolo Bruni, li hanno tuttavia inseriti negli atti posti a sostegno della richiesta cautelare, considerandoli indicativi di un più generale metodo di interferenza della componente politica nell’attività amministrativa.
Marrandino rischia l’applicazione di una misura cautelare non soltanto per la presunta tangente collegata agli incarichi assegnati a De Caprio – per il quale la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari – ma anche per altri due episodi descritti nell’impianto accusatorio, tra cui la presunta dazione di denaro da parte della Teknoservice in relazione ad affidamenti risalenti al 2020 e al 2021.
La richiesta è ora al vaglio del giudice per le indagini preliminari, dopo l’interrogatorio preventivo reso dall’ex sindaco.
Pasquale Marrandino, Daniele De Caprio, Giulio Natale e tutti gli altri indagati devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.
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Le accuse rappresentano l’ipotesi della Procura e dovranno essere verificate nel corso del procedimento. Tutti gli indagati sono da considerare innocenti fino a un’eventuale condanna irrevocabile.
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