Foro Italico: il Centrale avrà il suo tetto dal 2028

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Sport tennis
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Il rinvio di alcune partite agli Internazionali d’Italia a causa della pioggia ha riacceso il dibattito sulla mancanza di una copertura per il Campo Centrale del Foro Italico. Ora, dopo un’attesa durata decenni, il progetto per la sua realizzazione ha ricevuto l’approvazione definitiva.

Con la delibera dell’Assemblea capitolina si è infatti concluso il percorso progettuale per la riqualificazione dell’impianto. Il piano, avviato da Sport e Salute in collaborazione con il Ministero della Cultura, la Regione Lazio, il Coni e Roma Capitale, porterà alla trasformazione del Centrale in una struttura all’avanguardia.

Il progetto prevede l’installazione di una copertura semovibile, composta da una parte fissa di 6.500 metri quadrati e una mobile di 1.700. Questa innovazione trasformerà il Centrale in un’arena polifunzionale, utilizzabile per eventi sportivi e di altro tipo durante tutto l’arco dell’anno, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche.

L’intervento non si limiterà alla sola copertura. La capienza dell’impianto sarà infatti ampliata, passando dagli attuali 10.500 a 12.500 posti a sedere. Saranno inoltre realizzati 2.000 metri quadrati di terrazze panoramiche per migliorare l’esperienza degli spettatori.

Particolare attenzione è stata dedicata anche all’accessibilità, con l’introduzione di nuovi ascensori e percorsi sicuri per le persone con mobilità ridotta. Il piano include un potenziamento delle aree di parcheggio per migliorare la gestione dei flussi di pubblico e la sostenibilità urbana.

L’investimento complessivo per la riqualificazione ammonta a 60 milioni di euro, interamente stanziati da Sport e Salute. I lavori prenderanno il via nel mese di giugno e la loro conclusione è prevista entro la fine del 2027.

Di conseguenza, il nuovo Campo Centrale sarà pienamente operativo a partire dall’edizione 2028 degli Internazionali d’Italia. Durante il torneo del prossimo anno, il cantiere verrà temporaneamente sospeso, una pratica già adottata per i lavori di ammodernamento degli stadi, per consentire il regolare svolgimento della competizione.

Si chiude così una questione dibattuta a lungo. Un primo progetto per una copertura era già stato previsto nel 2008 in vista dei Mondiali di nuoto del 2009, ma venne allora bocciato perché ritenuto troppo impattante a livello paesaggistico.

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