Fosse colme di liquami verdastri e una discarica di 20mila metri quadrati, ecco il disastro scoperto a Casal di Principe

Una discarica di oltre ventimila metri quadrati in località Casarella: il sito è emerso dopo la rimozione della vegetazione disposta dal generale Vadalà. Cumuli stratificati alti diversi metri si alternano a profonde voragini con acqua verdastra sul fondo.

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La discarica a Casal di Principe
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La discarica a Casal di Principe

Troppo presto per dirlo. Ma davanti a quei cumuli di rifiuti stratificati, alti diversi metri, e a quelle voragini, profonde altrettanto, viene una domanda: e se per anni si fosse scavato nel posto sbagliato? Siamo in località Casarella. Qui la rimozione della vegetazione, disposta dal commissario per la Terra dei Fuochi Giuseppe Vadalà dopo la segnalazione del Comune, ha portato alla luce un’enorme distesa di rifiuti: oltre ventimila metri quadrati, tra cumuli compattati e cavità profonde.

Anche quest’area è alle spalle del campo sportivo. Non vicinissima: qualche centinaio di metri in linea d’aria, ma proprio alle spalle. E torna in mente Carmine Schiavone, cugino del boss Francesco Sandokan e collaboratore di giustizia, morto nel 2015. Ai magistrati aveva indicato proprio la zona dietro lo stadio tra i luoghi di interramento di rifiuti pericolosi. Ma nei punti finora esplorati non erano emersi riscontri a quelle indicazioni.

È una suggestione, la nostra, nata durante il sopralluogo. Non ci sono, al momento, elementi che colleghino questa scoperta alle sue dichiarazioni. Ma quello che abbiamo davanti impone di capire. Per le dimensioni, per la quantità di materiale, per ciò che potrebbe essere ancora nascosto nel terreno. Perché stare lì significa misurare lo sconforto a ogni passo.

Il verde sopra

La discarica a Casal di Principe

Fino a poche settimane fa sembrava campagna abbandonata. Terreno irregolare, ruderi, arbusti. Poi la vegetazione è stata rimossa e il paesaggio è cambiato: è emerso lo scempio. L’inferno di rifiuti. Ammassi compressi, strati nei quali terra e spazzatura sembrano diventati una cosa sola. Cavità profonde, acqua verdastra sul fondo e rivoli tra i materiali.

In alcuni tratti il terreno ha l’aspetto di una cava: pareti scoscese, dislivelli, grandi vuoti alternati a depositi. Come se nel tempo si fosse scavato e poi riempito, lasciando che le piante ricoprissero tutto. L’area è stata recintata e i tecnici sono attesi nei prossimi giorni per avviare le analisi. La pulizia ha reso visibile il problema. Il disastro. Ora bisogna quantificarlo, conoscerne la composizione e la profondità.

Dietro lo stadio

La discarica a Casal di Principe

Il terreno si trova tra la Statale 7 bis e la provinciale 30. Dalla rampa della Statale si entra a Casal di Principe, si percorre un tratto con lo stadio comunale sulla destra, poi si svolta ancora a destra. Una via di campagna, quindi un’altra più isolata. E si arriva qui. Davanti al mostro.

Una posizione favorevole per chi avesse voluto scaricare senza farsi notare: accessi collegati ad arterie importanti, percorsi brevi per raggiungere il terreno e allontanarsi. Quando il sito sia stato utilizzato, da chi e per trasportare cosa dovranno stabilirlo gli accertamenti. I volumi e la stratificazione fanno pensare a un’attività protratta nel tempo.

La vicinanza riporta alle indicazioni di Schiavone, mentre i precedenti carotaggi, anche quelli effettuati nei mesi scorsi, si erano concentrati nella zona più prossima al campo sportivo. Per stabilire un collegamento serviranno riscontri sulla natura dei materiali e sull’epoca degli sversamenti. Resta la domanda: il terreno di cui parlava era questo?

Il lavoro di Vadalà

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Il commissariato per la Terra dei Fuochi sta concentrando una parte importante del proprio lavoro nel Casertano, in particolare nell’Agro aversano, già interessato da numerosi interventi di bonifica e rimozione dei rifiuti. Adesso c’è Casarella: occorre dare seguito agli accertamenti. Sapere quali materiali siano presenti, quanto si estendano i depositi, cosa ci sia sotto i cumuli e quali interventi siano necessari. Prima di programmare il risanamento bisogna conoscere il terreno. E qui il terreno da conoscere è enorme.

Due vite

Durante il sopralluogo abbiamo visto plastica, flaconi e bottiglie di medicinali, radiografie, elementi di cemento spezzati, ferro, pneumatici, tubicini, secchi, giocattoli e materiale di risulta. In alcuni punti, lastre che fanno sospettare la presenza di amianto: saranno le analisi a stabilirlo.

La discarica a Casal di Principe

L’impressione è che la discarica abbia avuto due vite. Una più antica, nei depositi stratificati e compattati, nelle cavità e nei fronti di rifiuti sui quali erano cresciuti gli arbusti. Strati su strati, che fanno pensare a scarichi ripetuti, a camion arrivati più volte. Poi il verde, capace di nascondere alla vista perfino quei dislivelli.

Un’altra più recente, ai margini: polistirolo, copertoni, un’auto privata di diversi componenti. Altri abbandoni accanto a ciò che già c’era. Come se lo scempio fosse diventato un invito a continuare.

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Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7.

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