FOTO. Castellammare di Stabia, aggredito dal fratello: muore dopo 4 mesi

116
Luca Cesarino (vittima) e Daniele Cesarino
Luca Cesarino (vittima) e Daniele Cesarino

CASTELLAMMARE DI STABIA – Si aggrava il quadro giudiziario nei confronti di Luca Cesarino, 41 anni, incensurato di Castellammare di Stabia, finito in carcere lo scorso 9 aprile con l’accusa di tentato omicidio per aver ridotto in fin di vita il fratello Daniele Cesarino, 51 anni. Dopo la morte della vittima, avvenuta il 2 giugno in ospedale dopo quattro mesi di sofferenze, l’imputazione è stata ora riqualificata in omicidio.

Il decesso è arrivato dopo un lungo periodo di ricovero segnato da condizioni gravissime. Daniele Cesarino era stato colpito durante una violenta aggressione avvenuta nella notte tra il 6 e il 7 febbraio scorsi all’interno dell’abitazione familiare. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo avrebbe riportato un trauma cranico severo dopo essere stato colpito alla testa con una sedia in metallo.

La Procura di Torre Annunziata, che coordina le indagini insieme ai carabinieri della Compagnia di Castellammare di Stabia, ha conferito nelle scorse ore l’incarico al medico legale per l’esecuzione dell’autopsia sulla salma del 51enne, passaggio ritenuto fondamentale per chiarire ulteriormente le cause del decesso e consolidare il quadro probatorio. L’esame autoptico dovrà infatti accertare il nesso causale tra le lesioni riportate durante l’aggressione e la morte sopraggiunta dopo mesi di ricovero e cure specialistiche.

Nel corso delle indagini è emerso un elemento ritenuto significativo dagli investigatori: una sorta di “confessione indiretta” raccolta tramite intercettazioni ambientali nella stanza d’ospedale dove la vittima era ricoverata. In quelle conversazioni, Luca Cesarino, secondo l’accusa, si sarebbe rivolto al fratello ferito in un momento di forte fragilità emotiva, pregando e chiedendo perdono per i propri errori, arrivando anche a suggerire una versione alternativa dei fatti da riferire ai sanitari e agli inquirenti. In particolare, il 41enne avrebbe invitato il fratello a dichiarare di essere caduto dopo uno schiaffo, minimizzando così la dinamica dell’aggressione.

Tuttavia, la ricostruzione degli investigatori è diversa: il grave trauma cranico sarebbe stato causato da un colpo inferto con una sedia metallica al culmine di una lite legata a contrasti familiari e a questioni economiche, oltre alla contesa dell’abitazione dei genitori defunti, nella quale la vittima viveva. Dopo alcune settimane trascorse in coma e una serie di delicati interventi chirurgici per tentare di arginare i danni provocati dalle fratture craniche, Daniele Cesarino aveva mostrato inizialmente alcuni segnali di miglioramento. Il suo risveglio aveva lasciato spazio alla speranza dei familiari e dei medici, ma il quadro clinico è successivamente peggiorato fino al tragico epilogo.

Gli inquirenti hanno inoltre ipotizzato che il rapporto tra i due fratelli fosse già da tempo conflittuale, come dimostrerebbe anche un precedente episodio di aggressione risalente a dicembre 2025. Attualmente Luca Cesarino resta detenuto e dovrà ora difendersi dalla ben più grave accusa di omicidio.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome