Fugge dalla comunità terapeutica: caccia a un uomo del clan Mallardo a Giugliano

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Giuseppe Mele
Giuseppe Mele

GIUGLIANO – E’ caccia a Giuseppe Mele, conosciuto come “Pino”, il 46enne di Giugliano che da alcuni giorni ha fatto perdere le proprie tracce dopo essersi allontanato dalla comunità terapeutica in provincia di Campobasso dove era ospitato. L’uomo, sottoposto alla misura dell’affidamento in prova ai servizi sociali, avrebbe violato le prescrizioni imposte dall’autorità giudiziaria facendo scattare le ricerche da parte delle forze dell’ordine. La segnalazione della sua irreperibilità ha immediatamente attivato il protocollo previsto in questi casi. Gli investigatori stanno effettuando accertamenti e verifiche per individuare dove possa essersi diretto e riportarlo a disposizione della magistratura.

Al momento non ci sono elementi certi sulla destinazione scelta dopo l’allontanamento dalla struttura. Mele, condannato a 4 anni e 5 mesi di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso, era stato trasferito circa tre mesi fa nella comunità molisana nell’ambito del percorso previsto dalla misura alternativa al carcere. Un programma finalizzato al reinserimento sociale che ora rischia di essere compromesso dalla fuga.

Secondo quanto emerso, l’uomo sarebbe ritenuto vicino al clan Mallardo, organizzazione criminale egemone nel Giuglianese. La sua posizione è quindi attentamente monitorata dagli investigatori, che stanno valutando ogni possibile pista per rintracciarlo. L’allontanamento dalla comunità potrebbe avere conseguenze anche sul piano giudiziario: la violazione delle regole imposte per l’affidamento in prova può infatti portare alla revoca della misura alternativa e al ritorno in carcere.

Intanto proseguono le ricerche, con gli inquirenti impegnati a ricostruire gli ultimi movimenti di Mele e a capire come sia riuscito a lasciare la struttura senza autorizzazione. Mele aveva lasciato il carcere in primavera per motivi di salute, per effetto di un provvedimento che ne disponeva il trasferimento in una struttura terapeutica a doppia diagnosi.

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