Per Mario Gila, la partita contro la Lazio rappresenterà un momento denso di emozioni e ambizione. Il difensore spagnolo tornerà all’Olimpico da avversario, dopo aver trascorso quattro anni nella Capitale con la maglia biancoceleste. La Lazio è stata la prima squadra a dargli fiducia nel calcio professionistico, ma la sua decisione di trasferirsi al Milan è nata dalla volontà di competere per traguardi più importanti.
Il suo carattere determinato gli ha già permesso di conquistarsi l’apprezzamento dei tifosi rossoneri. Gila non ha mai nascosto di voler essere un leader e non un semplice comprimario, e al Milan ha trovato la continuità che cercava, giocando da titolare nel ruolo di braccetto di destra nelle prime uscite stagionali.
Tuttavia, la sua esperienza a Roma non è stata priva di difficoltà. Il suo nome è stato al centro di una nota polemica tra l’allora direttore sportivo Igli Tare e l’allenatore Maurizio Sarri. Tare ha sempre sostenuto di aver creduto nel potenziale del giocatore, esprimendo rammarico per il suo utilizzo limitato, dettato più dalla necessità che da una reale convinzione tecnica.
Sarri, d’altro canto, gli ha concesso spazio con il contagocce. Nella stagione 2022-23, la coppia difensiva formata da Alessio Romagnoli e Nicolò Casale si è rivelata un pilastro, portando la Lazio al secondo posto in classifica e a un record societario di 21 partite senza subire gol. In quel contesto, per Gila le opportunità sono state quasi nulle.
Durante il suo primo anno in biancoceleste, il difensore ha accumulato appena 87 minuti in campionato. Pur non lamentandosi pubblicamente, Gila ha sofferto questa situazione, tanto da aver raccontato di essersi rivolto a uno psicologo per superare un periodo in cui si sentiva inadeguato, come se fosse ‘in un tunnel’.
Le tensioni tra dirigenza e allenatore sulla sua gestione sono state uno dei motivi principali di attrito in quel periodo. Mentre Tare spingeva per valorizzarlo, tanto da avviare i primi contatti per il suo passaggio al Milan, Sarri non lo riteneva pronto. È stato lo stesso giocatore a decidere di cambiare aria per dimostrare il proprio valore.
Già in passato, di fronte alle prime voci su un possibile rinnovo con la Lazio, Gila aveva chiarito di non sentirsi in debito con il club. Ha atteso con pazienza l’occasione giusta per il salto di qualità, individuandola nel progetto del Milan. La sfida dell’Olimpico, quindi, non sarà solo una partita, ma la chiusura di un cerchio personale e professionale.





