Jannik Sinner ha indicato Jack Draper come il compagno di spogliatoio ideale per una vacanza. Una preferenza che svela molto sui legami che l’atleta ha costruito nel circuito ATP. Il rapporto tra l’azzurro e il britannico è consolidato, nato ai tempi dei tornei Junior Under 18 e cresciuto tra allenamenti e sostegno reciproco nei momenti più complessi.
Come in ogni ambiente di lavoro, anche nello spogliatoio del tennis esistono rapporti di amicizia e semplice colleganza. Tra gli amici più stretti di Sinner figurano proprio Draper e Lorenzo Sonego. Con il britannico, tutto è iniziato quando Jannik non era ancora considerato un predestinato. Lo stesso Draper ha raccontato che da junior gli avversari preferivano giocare su di lui, un ricordo che oggi testimonia una stima profonda, rinsaldata quando Jack si è allenato con l’azzurro a Montecarlo subito dopo la sospensione per il caso Clostebol.
Con Lorenzo Sonego, invece, il legame si è cementato in Coppa Davis, dove i due hanno formato un doppio efficace e affiatato, decisivo per il successo nelle Finals del 2023. L’intesa si è estesa anche a Matteo Berrettini, con cui Sinner ha condiviso momenti di grande complicità. Lo stesso Jannik ha ammesso che battere un amico come Sonego o Berrettini lascia sempre un sapore agrodolce.
Il periodo più duro vissuto da Sinner, quello legato alla sospensione, ha funzionato come un vero e proprio spartiacque. Oltre a Draper e Sonego, anche altri tennisti hanno voluto far sentire la loro vicinanza. Holger Rune, Casper Ruud, che lo ha difeso pubblicamente definendolo “innocente e sfortunato”, e Jiri Lehecka hanno condiviso sessioni di allenamento e messaggi di supporto. Anche Taylor Fritz, più volte avversario in finale, è stato spesso suo sparring partner.
Un capitolo a parte merita il rapporto con Carlos Alcaraz. Inizialmente, lo spagnolo aveva marcato una netta distanza, definendo la loro come una pura rivalità sportiva. Durante una conferenza stampa a Roma, Alcaraz aveva ammesso di non essere amici stretti e di non avergli scritto durante la sospensione.
Tuttavia, con il passare del tempo e l’aumentare delle sfide ai vertici del tennis mondiale, la loro relazione si è trasformata. Sinner ha parlato di un legame speciale e di un rispetto reciproco molto sano, dentro e fuori dal campo. Lo stesso Alcaraz ha poi scherzato sul fatto di vedere ormai più Sinner di sua madre, a testimonianza di una frequentazione diventata più amichevole.
Quella fase complicata ha però anche evidenziato le distanze con altri colleghi. In un’occasione, Jannik si è tolto un sassolino dalla scarpa, affermando: “Ho ricevuto messaggi di sostegno da tennisti che non mi aspettavo, ma non ne ho ricevuti da altre persone che invece mi sarei aspettato”. Il riferimento, oltre al primo Alcaraz, sembrava diretto a chi, come Novak Djokovic, aveva commentato il caso Clostebol invocando protocolli più chiari, o a Stan Wawrinka, che aveva definito la vicenda dannosa per l’immagine del tennis.





