Gino Darderi, vita da padre-coach per Luciano e Vito

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Sport tennis
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Gino Darderi ha dedicato la sua vita ai figli Luciano e Vito, ricoprendo ogni ruolo: padre single, allenatore, sponsor e consigliere. Un percorso di sacrifici iniziato in Argentina e proseguito in Italia, costruito per accompagnare Luciano nell’élite del tennis mondiale e per far crescere il fratello minore, Vito.

La carriera di allenatore di Gino è iniziata dopo un passato da giocatore. A Roma ha formato giovani talenti prima di dedicarsi completamente al progetto per i suoi figli. Luciano, pur essendo nato in Argentina, si è formato tennisticamente in Italia dall’età di 13 anni, scegliendo di rappresentare la bandiera italiana a livello juniores. Una decisione cruciale è stata quella di rinunciare al supporto economico della Federazione. “Volevo portare avanti il mio programma, mantenere un’indipendenza tecnica”, ha spiegato Gino, consapevole che questa scelta ha comportato la rinuncia a vantaggi come wild card e contributi.

Crescere i figli da solo è stata una sfida immensa. “L’amore per i miei figli è stato più forte di ogni cosa”, ha raccontato. Insieme, loro tre gestivano la casa, con i ragazzi che aiutavano fin da piccoli. L’attenzione all’alimentazione è diventata fondamentale con l’intensificarsi della carriera sportiva. I sacrifici sono stati anche economici: per anni, Gino ha gestito appartamenti sulla costa argentina per finanziare le costose trasferte, dato che si occupava personalmente degli allenamenti.

Ci sono stati momenti di grande difficoltà, come quando Luciano, intorno ai 19 anni, ha attraversato una crisi di risultati nel circuito Challenger. “Mi chiamava e mi diceva: ‘Papà, così non va’”, ha ricordato Gino. La famiglia ha tenuto duro, lavorando a testa bassa. Gino era convinto del potenziale del figlio, che ascoltando i suoi consigli ha iniziato a ottenere risultati, evolvendosi da specialista della terra rossa a giocatore competitivo anche sul cemento.

Questo percorso ha forgiato un legame unico. Fuori dal campo il rapporto è sereno, ma durante gli allenamenti Gino è severo, convinto che solo con il rigore si possano raggiungere i traguardi. Ha sempre cercato di trasmettere ai figli il valore dei sacrifici fatti, proteggendoli al contempo dalle insidie del circuito, come i contratti svantaggiosi.

Ora le attenzioni si dividono con il figlio minore, Vito, 18 anni, che ha da poco conquistato i suoi primi punti ATP. Secondo il padre, Vito possiede un talento naturale superiore a quello di Luciano, ma nel tennis “conta la testa”. Il progetto continua con un team preparato a portare i giocatori al massimo livello.

Gli obiettivi per Luciano sono chiari. C’è l’ambizione della Coppa Davis, una convocazione che secondo il padre si è meritato per l’impegno dimostrato negli anni. E poi c’è il sogno della top 10. Per compiere l’ultimo salto, ha spiegato Gino, Luciano dovrà lavorare molto sul servizio e sul rovescio. Se migliorerà questi fondamentali, l’ingresso tra i primi dieci del mondo diventerà un traguardo possibile.

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