Giugliano, la banda del buco e i legami con il ‘tesoriere’ dei Mallardo

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Arresti 11 giugno 2026 - sgominata la banda del buco nelle gioiellerie e banche
Arresti 11 giugno 2026 - sgominata la banda del buco nelle gioiellerie e banche

GIUGLIANO – I legami della banda del buco con la camorra. Nell’inchiesta sul gruppo sgominato mercoledì spicca il nome di Biagio Micillo, storico esponente del clan Mallardo, del quale è stato ritenuto per anni il tesoriere. Micillo non risulta direttamente collegato ai reati contestati nell’inchiesta sulle rapine, ma dalle carte dell’ordinanza del gip Fabrizio Fiore emergono i rapporti e le frequentazioni attribuite a uno degli indagati, Domenico Chiariello. Proprio queste relazioni, proseguite – sempre secondo l’impostazione accusatoria – nonostante eventuali prescrizioni, vengono inserite dagli inquirenti nel quadro più ampio dei contatti con ambienti della criminalità organizzata riconducibili al territorio giuglianese e all’area di influenza del clan Mallardo. Un elemento che, nelle valutazioni contenute nell’ordinanza, contribuisce a delineare il contesto relazionale in cui si sarebbero mossi alcuni degli indagati e che gli investigatori considerano utile per inquadrare la struttura e le dinamiche del gruppo.

Nel frattempo, l’inchiesta prosegue sul piano giudiziario con gli interrogatori di garanzia che si terranno tra oggi e la prossima settimana. Per i sei indagati detenuti in carcere – Antonio Martori, Beniamino Belfiore, Giuseppe Giappone, Antonio Chiariello, Giuseppe Hachroun e Antimo Di Matteo, gli appuntamenti sono fissati nelle strutture penitenziarie di Santa Maria Capua Vetere, Avellino e Taranto. Potranno scegliere se rispondere alle domande dei magistrati o avvalersi della facoltà di non rispondere, in una fase cruciale che potrebbe delineare ulteriormente le rispettive posizioni all’interno dell’inchiesta. Per gli altri cinque destinatari dei domiciliari – Antonio Foliniello, Simone Gigante, Giuseppe Pio Saulino, Francesco Pio Staterini e Francesco Russo – invece, gli interrogatori sono stati fissati per la prossima settimana.

Al centro della ricostruzione degli inquirenti c’è anche un episodio che riguarda una Peugeot 3008, denunciata come rubata l’11 dicembre 2023 e successivamente, secondo l’ordinanza, utilizzata nelle fasi preparatorie di una tentata rapina all’ufficio postale di Villaricca. Il veicolo sarebbe stato impiegato per sopralluoghi e spostamenti utili alla pianificazione del colpo, nella disponibilità – sempre secondo la ricostruzione investigativa – di alcuni degli indagati, tra cui Simone Gigante, Francesco Pio Staterini e Pio Giuseppe Saulino. Le intercettazioni riportate negli atti descrivono anche le conversazioni con cui il gruppo avrebbe discusso il recupero dell’auto, parcheggiata a Villaricca, fino al suo utilizzo operativo.

La mattina del 14 dicembre 2023, però, i carabinieri fermarono proprio Staterini e Saulino a bordo della vettura, interrompendo di fatto la disponibilità del mezzo. Un dettaglio che, insieme agli altri elementi raccolti, si inserisce nel quadro accusatorio che gli investigatori stanno sottoponendo ora al vaglio degli interrogatori di garanzia, destinati a rappresentare uno dei passaggi decisivi dell’intera inchiesta.

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