NAPOLI – Uno scontro negli Amato-Pagano ha portato gli Scissionisti fin dentro il rione Salicelle ad Afragola. Lo raccontano le informative delle forze dell’ordine e le inchieste giudiziarie. Ma andiamo con ordine. Pietro Caiazza, detto ‘zi pierino’, dopo una rottura ai vertici sarebbe stato estromesso dal quartiere Scampia, spostato al rione Salicelle. Più che un trasferimento, si tratta di un ritorno alle origini. Qui si sarebbe radicato e avrebbe allargato la propria influenza. Quando è stato arrestato, avrebbe lasciato tutto nelle mani del figlio Lino Caiazza.
Lino Caiazza, insieme al fratello Mattia, avrebbero gestito una fiorente piazza di spaccio al rione Salicelle ad Afragola. È il contenuto di una inchiesta arrivata alle fasi finali, che vede indagati Lino e Mattia Caiazza (non il padre), insieme ad altre persone. È arrivato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari e lunedì si svolgerà l’udienza preliminare per capire se si andrà al processo, oppure no. Molti potrebbero optare per il rito abbreviato. Sono tutti a piede libero. L’accusa è associazione per delinquere semplice finalizzata allo spaccio di droga al rione Salicelle. Non viene contestata l’aggravante mafiosa.
Alle Salicelle sarebbe stata organizzata una delle più importanti piazze di droga di Afragola, con pusher pagati settimanalmente e con ruoli precisi. Decine di intercettazioni telefoniche e ambientali raccolte dagli investigatori durante le indagini. Lino Caiazza viene indicato al vertice dell’organizzazione ed è difeso dall’avvocato Domenico Dello Iacono.
Nelle carte dell’inchiesta viene tracciato anche il profilo del padre di Lino e Mattia Caiazza: Pietro Caiazza, anche indicato come Pierino di Afragola, sarebbe stato un ex capo zona per gli Amato-Pagano a Melito, per diverso tempo di stanza nel quartiere di Scampia. Poi ci sarebbero state fibrillazioni interne e scissioni: Pietro Caiazza sarebbe stato rimpiazzato dagli Scissionisti e costretto a ripiegare su Afragola. La tensione per un periodo è rimasta alta. Pietro Caiazza rimase anche ferito a colpi di pistola insieme alla moglie.
Di recente è stato scarcerato e ha ottenuto i domiciliari nell’inchiesta per tentata estorsione in un autolavaggio a Melito: pochi mesi fa ha lasciato il carcere di Secondigliano dopo un mese trascorso nel penitenziario. Il gip ha accolto l’istanza del difensore, concedendo gli arresti domiciliari. La difesa ha puntato sulla revisione delle esigenze cautelari e sulla tesi dell’indagato, il quale sostiene che l’attività appartenga a un suo familiare. Insomma c’era stata una incomprensione. Pietro Caiazza lo aveva detto fin dall’inizio, anche durante l’interrogatorio di garanzia: aveva chiesto spiegazioni al nuovo gestore dell’attività.


















