Monza, Pessina: ‘Abbandonare sarebbe stato troppo facile’

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Cronache sport calcio
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Matteo Pessina ha scelto di restare a Monza con la testa e con il cuore, per guidare la squadra verso l’immediato ritorno in Serie A. Una missione compiuta per il capitano, figura centrale nella promozione appena conquistata. “Sarebbe stato troppo semplice abbandonare quando le cose andavano male”, ha dichiarato il centrocampista, sottolineando il valore di una scelta consapevole fatta dopo la retrocessione dello scorso anno.

“Ce la siamo meritata questa promozione”, ha affermato con orgoglio Pessina, “perché il percorso che abbiamo fatto è stato di altissimo livello”. Ha poi riconosciuto la difficoltà della finale di ritorno contro il Catanzaro, definendola la partita più brutta della stagione, ma ha anche ribadito la fiducia che la squadra ha sempre mantenuto nel poter raggiungere l’obiettivo, nonostante la forza degli avversari.

Il cammino è iniziato in un’estate incerta, segnata dal cambio di proprietà e dal malcontento di alcuni giocatori che preferivano lasciare Monza. “I nuovi dirigenti sono stati bravi a dire subito la verità: chi voleva andarsene doveva portare offerte adeguate, altrimenti serviva restare con la testa giusta”. La sintonia con la presidente Lauren Crampsie e la dirigenza è stata immediata e ha permesso di ripartire con chiarezza.

Fondamentale in questo percorso è stata la figura dell’allenatore Paolo Bianco, apprezzato come “uomo vero” e come tecnico con una valida proposta di gioco. “Ci siamo focalizzati su un aspetto: la Serie B è davvero un altro sport”, ha spiegato il capitano. Una volta compreso questo concetto, la qualità superiore del gruppo è emersa. Anche una sconfitta difficile come quella di Mantova ha contribuito a unire ulteriormente la squadra, spingendola a usare i playoff per migliorarsi ancora.

Pessina ha ritrovato una Serie B competitiva e ricca di giovani talenti italiani, un aspetto che ha giudicato molto positivo. Nel suo ruolo di leader, ha aiutato i compagni ma ha anche ricevuto grande supporto da tutta la società, dal ds Nicolás Burdisso all’ad Mauro Baldissoni. “Aiutando gli altri mi sono aiutato”, ha ammesso, evidenziando il lavoro fatto anche sul proprio comportamento.

Questa promozione non rappresenta un punto di arrivo. “Abbiamo superato il Purgatorio e ora vogliamo restare in Serie A. Non ci vogliamo accontentare, la società sa che bisogna programmare e consolidare”. Sul suo futuro personale, con il contratto in scadenza nel 2025, ha mostrato totale apertura: “C’è la disponibilità a continuare qui. Monza per me è più di una squadra”. Tra i progetti futuri, oltre al calcio, anche il matrimonio previsto tra un anno.

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