Dopo mesi di tensioni e minacce di boicottaggio, i quattro tornei del Grande Slam hanno aperto al dialogo con i giocatori. È stata infatti annunciata la creazione di un Consiglio consultivo per discutere di montepremi, welfare e futuro del tennis, accogliendo una delle principali richieste avanzate dagli atleti.
I rappresentanti dei circuiti Atp e Wta hanno diffuso un comunicato per esprimere soddisfazione, sottolineando come la nascita del Player Advisory Council rappresenti un traguardo importante. L’iniziativa è arrivata insieme all’annuncio dello Us Open di un aumento del 20% del montepremi e di un nuovo impegno finanziario a favore del benessere dei giocatori.
Il contenzioso tra i tennisti e i Major era iniziato oltre un anno fa. I giocatori, guidati dai nomi di punta come Sinner, Djokovic, Alcaraz e Sabalenka, avevano inviato una prima lettera agli organizzatori di Australian Open, Roland Garros, Wimbledon e Us Open, che gestiscono i tornei in autonomia. A un primo incontro a Parigi è seguita una seconda lettera con richieste più dettagliate.
Gli atleti hanno chiesto che il montepremi degli Slam raggiungesse il 16% dei ricavi nel 2026, con l’obiettivo di arrivare al 22% entro il 2030. Tra le istanze figuravano anche un contributo al welfare da 12 milioni di dollari l’anno per ciascun torneo e un coinvolgimento diretto attraverso un organismo consultivo.
Di fronte alla mancanza di risposte concrete, la tensione è salita fino a far emergere la parola “boicottaggio” in prossimità del Roland Garros. La scintilla è stata l’ufficializzazione del montepremi parigino da 61,7 milioni di euro, inferiore al 15% dei ricavi stimati del torneo. “Sento che potrebbe essere l’unico modo per lottare per i nostri diritti”, ha dichiarato Aryna Sabalenka, a cui ha fatto eco Jannik Sinner: “Siamo stati zitti per troppo tempo, è arrivato il momento di parlare”.
Il boicottaggio a Parigi non si è concretizzato, ma i giocatori hanno attuato una protesta riducendo al minimo gli impegni con i media. Dopo nuove riunioni, la protesta è stata sospesa durante Wimbledon in attesa di contro-proposte, che sono arrivate con il doppio annuncio legato allo Us Open.
La federazione statunitense (Usta) ha portato il montepremi di New York alla cifra record di 108 milioni di dollari, con un incremento del 20% rispetto alla stagione precedente. I vincitori dei singolari riceveranno 5,5 milioni di dollari ciascuno. Il pacchetto include anche un nuovo Player Support Program, finanziato inizialmente con 2 milioni di dollari.
In parallelo, i quattro Slam hanno annunciato la creazione del Grand Slam Player Advisory Council, che diventerà operativo dopo lo Us Open. Il Consiglio fungerà da forum per la comunicazione diretta e la collaborazione, permettendo ai giocatori di discutere regolarmente di benessere e compensi. “Avere un posto al tavolo con gli Slam è qualcosa che desideriamo da tempo”, ha commentato Ben Shelton.
Nonostante l’apertura, i giocatori puntano a trasformare le intenzioni in azioni concrete. L’obiettivo resta quello di ottenere una formula di revenue sharing che leghi i premi al giro d’affari dei tornei. Inoltre, gli atleti vogliono assicurarsi che il nuovo Consiglio diventi un organo efficace e rappresentativo. Per ora è stata siglata una tregua, ma il percorso per una pace duratura è appena iniziato.











