Hong Kong, migliaia in strada contro la nuova legge sull’ estradizione in Cina

Decine di migliaia di persone hanno manifestato domenica a Hong Kong per protestare contro un progetto di legge del governo locale per autorizzare le estradizioni verso la Cina continentale.

(Photo by DALE DE LA REY / AFP)

HONG KONG – Decine di migliaia di persone hanno manifestato domenica a Hong Kong per protestare contro un progetto di legge del governo locale per autorizzare le estradizioni verso la Cina continentale. Questo testo delle autorità locali pro Pechino, che suscita la collera della popolazione. Infatti secondo i detrattori metterà i cittadini in balia di un sistema giudiziario cinese opaco e politicizzato. La legge, che le autorità provano a far approvare al Consiglio legislativo LegCo, cioè il Parlamento locale, autorizzerebbe le estradizioni verso i Paesi con cui non ci sono accordi in tal senso. Compresa appunto la Cina continentale. Per l’esecutivo della regione semi-autonoma, questa legge deve colmare un vuoto giuridico. Dunque è necessaria in particolare per consentire l’estradizione a Taiwan di un cittadino di Hong Kong ricercato per omicidio; ma i detrattori sostengono che questo dossier dell’omicidio sia solo un pretesto per soddisfare Pechino. Numerosi manifestanti spiegano che non credono più agli impegni dell’esecutivo di Hong Kong a non mandare nella Cina continentale dei critici del governo cinese.

Il problema

Già a fine aprile si era tenuta contro questa proposta di legge la più grande manifestazione a Hong Kong dal ‘Movimento degli ombrelli’ del 2014. E giovedì migliaia di avvocati di Hong Kong, con una presa di posizione molto rara per la loro professione, avevano sfilato contro quella che definiscono “una minaccia verso lo Stato di diritto”. Il testo si è attirato le critiche di giuristi, ambienti finanziari e diplomatici occidentali preoccupati per i cittadini originari dei propri Paesi. Sfidando il caldo soffocante, oggi i manifestanti hanno sfilato per le strade strette dell’isola principale formando un corteo rumoroso e portando cartelli rossi su cui si leggeva ‘No estradizione’. I sospetti verso la Cina si sono rafforzati per una serie di sparizioni di personalità critiche verso il potere cinese, fra cui un gruppo di editori dissidenti e un miliardario, che sono poi ricomparsi in detenzione nella Cina continentale.

LaPresse

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