I minacciati di serie A e quelli di serie B

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In un mondo normale quello che è accaduto venerdì scorso avrebbe provocato una mobilitazione generale in difesa del nostro direttore responsabile, Maria Bertone. Un pericoloso criminale, che sta scontando l’ergastolo per un omicidio commesso nel quadro di una guerra di camorra, esponente dell’ala più violenta e sanguinaria del clan dei Casalesi, quella che fa capo a Francesco Bidognetti detto Cicciotto ’e Mezzanotte, è stato condannato al massimo della pena prevista per le minacce di morte indirizzate al capo della redazione di Cronache.
Manifestazioni di vicinanza e di solidarietà sono arrivate da esponenti della società civile, dagli schieramenti politici di destra e di sinistra e dall’Ordine dei Giornalisti della Campania. In questo quadro lascia a dir poco allibiti il silenzio del sindacato dei giornalisti. Un soggetto che per definizione dovrebbe tutelare i cronisti che lavorano nella nostra regione, soprattutto quando finiscono nel mirino di gente pericolosa. Chi vive e opera in Campania, soprattutto nel mondo dell’informazione, sa bene quali sono i pericoli ai quali si può andare incontro quando si scrive di certi soggetti.
I giornalisti di Cronache raccontano le vicende di camorra da quasi trent’anni, nelle province di Napoli e di Caserta. E minaccia dopo minaccia hanno capito che purtroppo chi in Campania fa informazione con la schiena dritta deve fare i conti non solo con l’arroganza e la violenza dei camorristi ma anche con un altro “sistema”. Quello del club dei “Minacciati di Serie A”, che gestisce una certa rete della solidarietà, puntuale e accorata solo per pochi eletti, e che prontamente si attiva per dare loro visibilità con ogni mezzo a disposizione.
Quando incombono gli appuntamenti elettorali la logica che sta dietro certe “campagne di solidarietà”, o dietro certi clamorosi silenzi, diventa ancor più evidente. Poco male. Per fortuna noi non viviamo di solidarietà, di premi o di comparsate. Siamo giornalisti e crediamo che questo significhi raccontare ai lettori ciò che succede nelle nostre martoriate terre. Continueremo a farlo senza romperci la testa per cercare di capire come mai il “sindacalista” Claudio Silvestri, in altre occasioni sempre pronto a pontificare, questa volta ha deciso di far finta che non siano affari suoi.

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Ugo Clemente
Ugo Clemente è giornalista professionista e direttore editoriale di Cronachedi. Ha iniziato l’attività giornalistica nel 2004 ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti Professionisti dal 2008. Dopo l’esperienza come redattore e caporedattore, dal 2014 ricopre il ruolo di direttore editoriale di Libra Editrice, società editrice di Cronachedi. Laureato in Giurisprudenza alla LUISS “Guido Carli” di Roma, è abilitato all’esercizio della professione forense dal 2021. Dal 2021 è anche presidente della Commissione Giuridica ed Economica dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Nel corso della sua attività professionale ha affiancato al lavoro giornalistico un’intensa attività di formazione. È stato relatore in numerosi corsi di formazione professionale per giornalisti dedicati, tra gli altri temi, alla diffamazione a mezzo stampa, alla privacy, alla deontologia, alla riforma della giustizia, al pluralismo dell’informazione, al rapporto tra giornalismo e social network e alle regole dell’informazione in materia di cronaca giudiziaria e sociale. Ha inoltre svolto attività didattica e laboratoriale nelle scuole, curando percorsi dedicati al giornalismo, al diritto dell’informazione, alle tecniche di comunicazione, alla scrittura giornalistica e alla produzione di contenuti digitali e multimediali. Tra il 2020 e il 2022 ha svolto attività di docenza esterna presso l’Istituto Penale per Minorenni di Airola. Accanto al giornalismo e al diritto, coltiva da anni un forte interesse per l’informatica e l’innovazione applicata all’editoria. È sviluppatore Python e utilizza il linguaggio insieme alle principali librerie per l’analisi dei dati e il machine learning, oltre a tecnologie web e sistemi Linux.

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