Il discorso di Mattarella di fine anno: coesione nazionale e identità italiana

in foto Sergio Mattarella

ROMA – Il quinto discorso alla nazione, in un settennato che ha già visto passare due crisi di governo, una elezione politica e praticamente tre diversi governi, anche se gli ultimi due guidati entrambi da Giuseppe Conte. Sergio Mattarella entrerà nelle case degli italiani, come è consuetudine, la notte di San Silvestro, per salutare un 2019 ricco di ‘scossoni’ politici e una rinnovata vivacità giovanile e accogliere il 2020 con l’auspicio che stabilità e serenità possano segnare la vita del Paese.

Saranno due le direttrici principali del saluto del presidente della Repubblica per l’arrivo del nuovo anno: l’identità italiana con le sue peculiarità da salvaguardare e la necessità di mantenere salda la coesione nazionale. Il capo dello Stato è al lavoro per ultimare e limare il suo discorso, che di politica avrà ben poco, anche se non risparmierà a esecutivo e istituzioni alcuni alert, già abbondantemente lanciati durante lo scambio di auguri al Quirinale con le alte cariche lo scorso 18 dicembre.

L’inquilino del Colle parlerà ai suoi concittadini, perché la notte del 31 dicembre sono loro i veri protagonisti. Lo scorso anno Mattarella aveva scelto come location lo studio alla Palazzina, luogo di lavoro in cui passa la maggior parte delle sue giornate. Segno di operosità e quindi vicinanza alla quotidianità degli italiani che lui stesso rappresenterà. Top secret lo scenario che farà da sfondo quest’anno al discorso del presidente, che, visti i precedenti, cambierà ancora.

Nel primo anno del suo mandato Mattarella ha parlato agli italiani dal salotto della sua abitazione al Quirinale, nel secondo anno si trovava nello studio al Torrino, mentre nel 2017 il discorso lo ha pronunciato dalla Vetrata, stanza dedicata agli incontri ufficiali e utilizzata durante le consultazioni per la formazione del nuovo governo. Quest’anno infatti si potrebbe scegliere uno dei Saloni del Colle, per aprire completamente la casa degli italiani ai legittimi proprietari.

Garante degli interessi del Paese, quindi dei cittadini, il presidente potrebbe puntare il faro su quella “missione” che le istituzioni tutte dovrebbero abbracciare: il lavoro. Tante le crisi aziendali che rischiano di dilaniare il tessuto sociale dell’Italia, prima tra tutte quella dell’ex Ilva di Taranto, ma anche Alitalia e Whirlpool. Migliaia di posti di lavoro a rischio, con prospettive di occupazione ridotte al minimo. Una realtà che il capo dello Stato ha ben presente e cui risponderà con la solidarietà e la vicinanza, chiedendo ancora all’esecutivo uno scatto di reni per preservare l’intero equilibrio economico dello Stato.

Il Paese è “ricco di ricco di energie positive, di persone che sanno che si vive meglio se ci si impegna per il bene comune, se si combatte per sconfiggere prevaricazioni e pregiudizi”, un concetto che Mattarella non si stanca di ripetere, un punto fermo su cui vale la pena ritornare, oggi che al fianco di opere e azioni provenienti dagli “eroi civili” premiati con la “croce” dell’Ordine al merito della Repubblica italiana, si insinuano episodi di antisemitismo, di odio e pregiudizio che colpiscono anche una donna ‘coraggiosa’ come Liliana Segre.

Rispetto dell’altro e anche delle minoranze resta l’unico antidoto all’intolleranza. Ecco allora che Mattarella non può che guardare con soddisfazione a quei movimenti giovanili che in piazza vogliono difendere il clima e riportare la ‘solidarietà’ al centro delle politiche anche dei grandi della Terra. (LaPresse)

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