Il turismo fa respirare le botteghe di Napoli: “Aperti tutti i giorni, grazie ai visitatori”

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Fabrizio Luongo, Annie Guglielmo e Maurizio Frantellizzi
Fabrizio Luongo, Annie Guglielmo e Maurizio Frantellizzi

NAPOLI – Il territorio partenopeo vive, produce e crea ricchezza anche nel cuore d’agosto. Il tradizionale ritratto della metropoli che si svuota a Ferragosto fa ormai parte del passato: oggi la città resta pienamente operativa, non solo grazie alla spinta travolgente del turismo, ma attraverso un tessuto produttivo dinamico che garantisce servizi essenziali e opportunità economiche a residenti e visitatori. I dati elaborati per la stagione 2026 confermano una forza attrattiva senza precedenti. Con un tasso di occupazione alberghiera atteso all’87%, che tocca la cima del 90% nella sola settimana di Ferragosto, Napoli conquista il primato assoluto tra le principali città d’arte italiane. L’impatto economico si riflette in modo diretto sulle casse comunali: la previsione d’incasso dalla tassa di soggiorno per il 2026 sfiora i 30 milioni di euro, a fronte dei 25 milioni registrati nel 2025, sostenuta da un’offerta ricettiva articolata in oltre 11mila strutture tra alberghi, B&B e case vacanza. Anche il quadro regionale mostra numeri in netta crescita, con il Ministero del Turismo che ha rilevato a maggio un incremento dell’11,94% delle presenze e dell’11,22% degli arrivi in Campania rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Tuttavia, l’aspetto più profondo di questa stagione riguarda il profondo mutamento strutturale dell’economia cittadina. Fabrizio Luongo, segretario di Casartigiani e vicepresidente della Camera di Commercio di Napoli, sottolinea come la trasformazione vada oltre l’accoglienza alberghiera: “Il dato più significativo di questo Ferragosto non è soltanto il numero dei turisti, ma il fatto che Napoli continua a funzionare e a produrre economia. Fino a qualche decennio fa Ferragosto rappresentava quasi una serrata collettiva: chiudevano le botteghe, i servizi, molte attività commerciali e la città si svuotava. Oggi Napoli non chiude più. Il turismo ha certamente accelerato questo processo, ma sarebbe riduttivo pensare che siano soltanto alberghi, ristoranti e bar a beneficiare dei flussi. Dietro ogni turista c’è una filiera di servizi e di piccole imprese: parrucchieri, estetisti, centri benessere, artigiani, manutentori, attività commerciali e servizi alla persona”.

Tra le filiere più coinvolte da questa rivoluzione delle abitudini figura il settore del benessere e della cura della persona. Le abitudini di viaggio sono cambiate e l’offerta urbana ha adeguato i propri ritmi. annie Guglielmo, titolare di “Annì Beauty Experience” a Casoria, responsabile Casartigiani Donna e presidente della categoria Benessere, evidenzia il legame tra turismo e servizi alla persona: “Il Ferragosto di oggi è molto diverso da quello di una volta. Nel settore dell’acconciatura, dell’estetica, del trucco e dei centri benessere abbiamo sempre più clienti che non sono soltanto i napoletani rimasti in città che chiedono ugualmente cura della loro estetica e benessere. Il turista arriva in città, soggiorna diversi giorni e utilizza servizi che prima non associavamo necessariamente al turismo: parrucchiere, estetista, make-up, trattamenti di bellezza, spa. Anche il benessere è diventato parte dell’esperienza turistica. E c’è un altro elemento: molte attività scelgono di restare aperte proprio perché la domanda c’è. Non significa lavorare tutti indistintamente a Ferragosto, ma poter scegliere di tenere aperta l’attività in base alle esigenze della propria clientela. Napoli non è più una città che ad agosto si mette in pausa, inoltre molte coppie si regalano momenti di relax avendo meno tempo o possibilità per vacanze”.

L’attivismo estivo non si limita ai servizi commerciali, ma coinvolge comparti tradizionalmente legati al blocco totale delle attività, come quello dei cantieri. Maurizio Frantellizzi, responsabile Edili di Casartigiani Napoli, spiega le modalità con cui il settore si è adeguato per garantire operatività e sicurezza: “Nel nostro settore la parola ferie non significa necessariamente fermare completamente un cantiere. Quest’anno molti lavori sono proseguiti anche nel periodo di Ferragosto, naturalmente organizzando le attività nel rispetto delle disposizioni sul rischio caldo. Le imprese hanno dovuto modificare orari e organizzazione, concentrando le lavorazioni nelle fasce più sicure e sospendendo quelle maggiormente esposte nelle ore di maggiore calore. Il dato interessante è che l’edilizia napoletana continua a lavorare anche ad agosto. Ci sono manutenzioni, ristrutturazioni, interventi programmati e lavori che non possono semplicemente essere rinviati a settembre, come la messa in sicurezza di cornicioni e balconi. Anche per l’edilizia, dunque, il concetto di agosto come mese completamente fermo è ormai superato”. L’andamento stagionale è monitorato dal Centro Studi Casartigiani, presieduto dal professor Francesco Balletta, impegnato nell’analizzare come la permanenza dei turisti e la tenuta delle attività generino un impatto reale sull’artigianato, sui servizi e sulla manutenzione urbana. Come conclude Fabrizio Luongo, “non esiste più soltanto la Napoli di luglio e agosto che si svuota, ma una città che può produrre ricchezza dodici mesi l’anno. La vera sfida adesso è fare in modo che questa ricchezza si distribuisca lungo tutta la filiera delle pmi e legare in un binomio strategico e indissolubile l’Artigianato al turismo”.

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