Incendi: Italia in fiamme, in 2 settimane 1000 interventi in più. Sicilia la più colpita

In sole due settimane, dal 15 al 27 giugno, sono stati mille gli interventi in più in Italia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Foto AP / Salvatore Cavalli La Sicilia, la Sardegna, la Calabria e anche l'Italia centrale, dove si prevede che le temperature raggiungano livelli record, sono state duramente colpite dagli incendi.

MILANO– In sole due settimane, dal 15 al 27 giugno, sono stati mille gli interventi in più in Italia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Sono i dati dei vigili del fuoco contro incendi boschivi o di vegetazione, comunicati dal Dipartimento dei vigili del fuoco, soccorso pubblico e difesa civile del ministero dell’Interno. Numeri che restituiscono una fotografia allarmante di un’Italia avvolta dalle fiamme, incentivate anche dalla siccità e dalla scarsità di neve e pioggia iniziata quest’inverno e proseguita fino alla primavera.

È la Sicilia la regione più colpita dagli incendi boschivi e di vegetazione con 2.314 roghi fra il 15 e il 27 giugno, pari a oltre un quinto di quelli avvenuti in tutta Italia (10.336). L’isola è seguita dalla Puglia con 2.076 incendi – era prima nel 2021 con 2.755 interventi nello stesso periodo -, il Lazio con 1.278, la Calabria (972), la Campania (709) e l’Emilia Romagna (429).

A Roma, tra ieri e oggi sono stati 193 gli interventi dei vigili del fuoco contro incendi di vegetazione. In campo, contro i roghi della Capitale, 350 vigili del fuoco, con rinforzi, data la situazione, arrivati da Abruzzo, Campania, Toscana e Umbria. Un lavoro per il quale si è congratulata anche la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese.

Gli incendi sono spesso causati da atteggiamenti non idonei dell’uomo. Non roghi di natura dolosa, ma “causati da attività con attrezzature che, per esempio, possono provocare scintille che causano le fiamme”, spiega a LaPresse il colonnello Marco Di Fonzo, comandante Nucleo informativo antincendio boschivo dei carabinieri forestali.

La scarsità di piogge in Italia, a partire dall’inverno appena trascorso, ha comportato che la raccolta di acqua nei bacini di accumulo sia ai minimi storici: una situazione che favorisce gli incendi. Le temperature al suolo “raggiungono livelli molto elevati, di conseguenza, vegetazione e sterpaglie hanno una estrema facilità a incendiarsi”. Nel 2021 sono state 447 le persone denunciate e 39 quelle arrestate in flagranza di reato mentre appiccavano incendi.

Un’emergenza, quella degli incendi, legata a doppio filo alla siccità in Italia. L’allarme degli agricoltori della Cia, evidenzia rischi pari al 30% delle coltivazioni del riso, con il Po che ha raggiunto i minimi storici per la secca delle acque. “Per la siccità, adesso è tardi – dice a LaPresse Luca Mercalli, climatologo e presidente dell’associazione Società Meteorologica Italiana – Ormai non resta che razionalizzare l’acqua e farla durare il più possibile. Ora non resta che sopravvivere fin quando arriveranno le piogge autunnali: nel frattempo il razionamento è l’unica cosa intelligente da fare”.

di Laura Pirone

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