L’Inter ha iniziato a programmare il futuro della sua fascia destra, valutando le opzioni per un’eventuale successione a Denzel Dumfries. Tra i diversi profili seguiti dagli scout nerazzurri è emerso con forza il nome di Anan Khalaili, un giovane esterno che ha già catturato l’attenzione di diversi club europei.
Classe 2004, Khalaili è considerato un “upside player”, un calciatore dal potenziale ancora in gran parte inesplorato ma con basi solidissime. Nonostante la giovane età, ha già accumulato una preziosa esperienza internazionale e possiede caratteristiche tecniche che si allineano con le esigenze del calcio moderno. La sua duttilità e la sua crescita esponenziale lo hanno reso un obiettivo concreto sui taccuini della dirigenza interista.
Il suo percorso personale aggiunge un ulteriore livello di interesse alla sua figura di atleta. Nato ad Haifa, Khalaili appartiene alla minoranza arabo-israeliana e proviene da una famiglia musulmana. Pur rappresentando la nazionale di Israele, ha sempre mantenuto una posizione riservata, preferendo che a parlare fossero le sue prestazioni in campo ed evitando ogni coinvolgimento in questioni politiche.
La passione per il calcio è un’eredità di famiglia: suo padre, Majdi Khalaili, è stato un portiere professionista e in seguito allenatore, seguendo da vicino la carriera del figlio. Anan è entrato a far parte dell’accademia del Maccabi Haifa all’età di dieci anni, compiendo tutta la trafila fino al debutto in prima squadra avvenuto nel 2023.
La stagione 2023-24 ha segnato la sua consacrazione. Ha trovato il gol nei preliminari di Champions League, ma è stato il Mondiale Under 20 del 2023 a proiettarlo sulla scena internazionale. In quella competizione, ha trascinato Israele a uno storico terzo posto, segnando il gol decisivo nei quarti di finale contro l’Uzbekistan e una rete nella finale per il podio vinta contro la Corea del Sud. Queste prestazioni gli sono valse la chiamata nella nazionale maggiore.
Nell’estate del 2024 si è trasferito all’Union Saint-Gilloise, club belga noto per essere un eccellente laboratorio per giovani talenti. Proprio durante una partita europea tra il suo ex club, il Maccabi Haifa, e il Gent, gli osservatori dell’Inter sono rimasti impressionati dalle sue qualità. Il campionato belga è considerato un ambiente ideale per crescere senza eccessive pressioni.
Dal punto di vista tecnico, definirlo semplicemente un esterno destro sarebbe riduttivo. Khalaili è un giocatore polivalente, capace di interpretare il ruolo sia in un 3-5-2 sia come ala offensiva in un tridente. La sua dote principale è l’accelerazione bruciante nei primi metri, che gli permette di creare superiorità numerica nell’uno contro uno. A questa si aggiunge un’ottima etica del lavoro, con un pressing intenso e una grande applicazione nella fase di non possesso.
Il suo profilo sembra adattarsi bene all’idea di calcio di Simone Inzaghi, per esuberanza fisica e capacità di attaccare la profondità. Tuttavia, come per ogni giovane talento, esiste un margine di miglioramento: dovrà affinare la sua efficacia negli spazi stretti, situazione che si troverebbe spesso ad affrontare con la maglia nerazzurra.





