Si è chiuso dopo 28 anni il rapporto tra Piero Ausilio e l’Inter, di cui quattordici trascorsi nel ruolo di direttore sportivo. L’avventura del dirigente in nerazzurro è giunta al termine a seguito di una rottura con la proprietà statunitense del club. Lo strappo è nato da profonde divergenze di vedute sulla progettualità futura della squadra, spingendo il dirigente a considerare nuove opportunità professionali.
Secondo le ricostruzioni, la fine del legame tra la società e il suo dirigente uscente è scaturita dalla proposta, inoltrata di recente, di prolungare di un solo anno il contratto in scadenza il 30 giugno 2027. Il diretto interessato ha ritenuto questa offerta non adeguata, giudicandola troppo breve per impostare un lavoro a lungo termine. Di fronte a questo rifiuto, la proprietà ha deciso di accelerare i tempi e concludere subito il rapporto, avviando i contatti per la risoluzione contrattuale.
In attesa di definire i prossimi passi formali, la dirigenza nerazzurra dovrà correre ai ripari per individuare un sostituto. Le opzioni sul tavolo sono principalmente due: la ricerca di un profilo esterno di grande esperienza oppure la promozione di una figura interna come l’attuale vice, Dario Baccin, per garantire una forma di continuità. La scelta sarà cruciale per definire la direzione sportiva del club sotto la nuova gestione.
Nel frattempo, il dirigente è pronto a valutare nuove sfide, anche all’estero. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Alfredo Pedullà, una delle piste più concrete potrebbe condurre al Tottenham. Il club inglese, allenato da Roberto De Zerbi, ha già mostrato interesse e in passato si era avvalso delle competenze di un altro direttore sportivo italiano, Fabio Paratici.
Con il senno di poi, suonano quasi profetiche le dichiarazioni che lo stesso Ausilio aveva rilasciato lo scorso 29 giugno a Rimini. “Del mio rinnovo, se hanno piacere, devono occuparsene altri. Io sono a disposizione”, aveva affermato, aggiungendo una battuta sul presidente Marotta: “È un tramite con una proprietà un po’ particolare. A volte riusciamo a trasmettere le nostre idee, altre meno”. Queste parole avevano già lasciato intravedere una certa fatica nel dialogo con la proprietà.
L’addio del direttore sportivo segna di fatto la fine di un’era per il club e apre un capitolo nuovo sotto la gestione di Oaktree. La separazione evidenzia un cambio di passo e di visione strategica che avrà inevitabili ripercussioni sulla costruzione della squadra, chiudendo una delle pagine più longeve della storia dirigenziale nerazzurra.




