Fiorentina: Mandragora saluta, addio con polemica

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Cronache Mercato
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Rolando Mandragora non è più un giocatore della Fiorentina. Il centrocampista classe 1997 si è trasferito al Torino, squadra in cui aveva già militato, concludendo la sua avventura in maglia viola dopo due stagioni intense. Il trasferimento è stato accompagnato da un lungo e sentito messaggio sui social, che ha mescolato affetto e gratitudine con una nota polemica non passata inosservata.

Nel suo post su Instagram, il calciatore ha voluto ripercorrere la sua esperienza a Firenze, definendola un ingresso in una “famiglia”. Ha sottolineato il forte legame umano instaurato con la dirigenza storica: “Con Rocco e Catherine, con Joe e Camilla, con Daniele e Alessandro, questo concetto regnava sovrano e si percepiva”. Un riferimento diretto alla proprietà, al compianto direttore generale Joe Barone e ai direttori sportivi che hanno gestito il club negli ultimi anni.

Il passaggio più significativo del suo messaggio è arrivato subito dopo, dove ha espresso una certa amarezza per i recenti cambiamenti interni al club. “Nel cambiamento di queste figure negli ultimi mesi qualcosa è cambiato, a discapito dei rapporti, e senza questi ultimi si fa una grande fatica per il mio modesto parere da uomo”. Parole che sembrano puntare il dito contro un nuovo corso societario, percepito come meno attento alle relazioni umane che avevano caratterizzato la gestione precedente.

Il riferimento è apparso come una chiara allusione al periodo successivo alla tragica scomparsa di Joe Barone, figura centrale nel mantenere quel clima familiare descritto dal giocatore. La conclusione del ciclo di Vincenzo Italiano e l’avvio di una nuova fase tecnica e dirigenziale hanno evidentemente modificato equilibri e percezioni all’interno dello spogliatoio.

Nonostante la nota critica, il messaggio ha contenuto anche sentiti ringraziamenti. Un pensiero speciale è andato “a tutti i tifosi viola, ma in particolare ai ragazzi della Curva Fiesole”, riconoscendo il loro sostegno costante. Ha poi espresso la sua gratitudine alla “famiglia Commisso per avermi dato l’opportunità di giocare per la Fiorentina e di difendere i colori viola”, un attestato di stima verso chi lo ha voluto a Firenze.

Mandragora era arrivato dalla Juventus nell’estate del 2022, diventando un elemento importante del centrocampo di Italiano. Nelle sue due stagioni ha collezionato oltre 90 presenze, contribuendo al raggiungimento di tre finali: due consecutive in Conference League e una in Coppa Italia. Sebbene concluse con amare sconfitte, queste campagne europee e nazionali lo hanno visto protagonista.

Per il centrocampista si tratta di un ritorno al Torino, dove aveva già giocato in prestito nella stagione 2021-2022, lasciando un ottimo ricordo. La sua partenza chiude un capitolo importante per la Fiorentina, che ora dovrà riorganizzare il proprio reparto mediano. Le sue parole di commiato, tuttavia, lasciano un’eredità che va oltre il campo, offrendo uno spunto di riflessione sul delicato equilibrio tra professionalità e rapporti umani nel mondo del calcio.

La chiusura del suo post è stata un’autentica dichiarazione d’amore per la città e i suoi colori, a testimonianza di un legame profondo. “Nessun addio potrà portarmi via da quella che è casa. Vi voglio bene”. Una frase che sigilla un addio agrodolce, quello di un giocatore che ha apprezzato la famiglia viola ma che ha sofferto per la sua trasformazione.

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