NAPOLI – Il paradosso è tutto nelle nuove immagini che arrivano da piazza del Plebiscito. Sotto il sole caldo di Napoli gli operai continuano a lavorare all’Arena del Volley, ormai pronta a trasformare una delle piazze più famose d’Italia nel palcoscenico di Italia-Svezia. Eppure quella partita rischia seriamente di non giocarsi qui. Il trasferimento al PalaSele di Eboli appare sempre più concreto e nelle prossime 24 ore è attesa la decisione definitiva della Cev. Prima del verdetto si aspettano gli ultimi dati dell’Aeronautica militare sul maltempo previsto per giovedì 10 settembre. E quella che doveva essere una delle cartoline più spettacolari di Napoli Capitale europea dello Sport 2026 rischia di trasformarsi nella fotografia di una grande occasione persa.
Italia-Svezia, decisione entro 24 ore: si aspettano i dati dell’Aeronautica
La situazione è ormai arrivata al momento decisivo. Come Cronachedi aveva anticipato nei giorni scorsi, il nodo è rappresentato dalle condizioni meteorologiche previste per la serata del 10 settembre, quando l’Italia dovrebbe debuttare nell’Europeo maschile affrontando la Svezia nell’arena completamente all’aperto realizzata in piazza del Plebiscito.
Nelle ultime ore il quadro non sembra aver allontanato il pericolo. L’organizzazione attende adesso le indicazioni definitive dell’Aeronautica militare, sulla base delle quali la Cev dovrà assumere una decisione che non può essere rinviata ancora a lungo. Il verdetto è atteso entro le prossime 24 ore.
La scelta deve necessariamente arrivare con un margine sufficiente per riorganizzare un evento che coinvolge squadre, addetti ai lavori, sicurezza e soprattutto migliaia di spettatori. In caso di condizioni meteorologiche incompatibili con lo svolgimento della partita all’aperto, il piano alternativo è già individuato: il PalaSele di Eboli.
Eurovolley, il trasloco a Eboli è sempre più concreto
Quella che inizialmente rappresentava soltanto una soluzione d’emergenza sta quindi diventando, con il trascorrere delle ore, un’ipotesi sempre più concreta. Se dai dati meteorologici non arriveranno garanzie sufficienti, Italia-Svezia lascerà Napoli e si trasferirà in provincia di Salerno.
Ed è proprio qui che comincia la grande beffa.
L’Arena del Volley continua infatti a prendere forma. Le immagini di queste ore mostrano gli operai al lavoro sotto il sole, impegnati negli ultimi interventi necessari per preparare il grande appuntamento internazionale. Una struttura temporanea costruita nel cuore monumentale di Napoli proprio per offrire all’Europeo uno scenario difficilmente replicabile altrove.
Il progetto era ambizioso: la Nazionale italiana, il pubblico sugli spalti, Palazzo Reale e la basilica di San Francesco di Paola sullo sfondo. Una vetrina internazionale non soltanto per la pallavolo ma per l’intera città.
Ora tutto rischia di saltare per la variabile che fin dall’inizio rappresentava il principale punto debole dell’operazione: il Plebiscito è un’arena completamente scoperta.
Dal Plebiscito al PalaSele, il problema per gli spettatori
Un eventuale trasferimento non rappresenterebbe semplicemente un cambio di palazzetto. Tra piazza del Plebiscito ed Eboli ci sono circa 90 chilometri e per chi aveva organizzato la propria giornata pensando di assistere alla partita nel centro di Napoli cambierebbe praticamente tutto.
Trasporti, orari, spostamenti e organizzazione personale diventerebbero improvvisamente un problema a pochissimi giorni dall’incontro. Resta inoltre il nodo delle modalità con cui sarà gestita la situazione per chi ha acquistato il biglietto per assistere a un evento annunciato a Napoli e non potrà o non vorrà raggiungere Eboli.
Sono aspetti che dovranno essere chiariti rapidamente nel caso in cui la Cev dia il via libera definitivo al trasferimento.
Ma il problema va molto oltre il disagio per gli spettatori.
Napoli Capitale europea dello Sport senza un palazzetto per salvare l’evento
È qui che la vicenda dell’Eurovolley assume un significato che supera largamente Italia-Svezia. Napoli è Capitale europea dello Sport 2026, ma non dispone di un grande impianto indoor adeguato nel quale trasferire una manifestazione internazionale di queste dimensioni in caso di maltempo.
E così una città che ha costruito uno dei suoi appuntamenti sportivi più suggestivi dell’anno nel proprio salotto monumentale rischia di essere costretta a spostarlo a Eboli.
Non a pochi chilometri di distanza. Non in un altro impianto dell’area urbana. Ma in provincia di Salerno.
La pioggia naturalmente non può essere programmata e la scelta di piazza del Plebiscito nasce proprio dalla volontà di trasformare una partita di pallavolo in un grande evento capace di promuovere Napoli nel mondo. È esattamente ciò che rende affascinante l’operazione.
Ma una città che ambisce a ospitare stabilmente manifestazioni sportive internazionali dovrebbe poter disporre anche di un’alternativa al coperto all’altezza. Ed è proprio l’assenza di questa soluzione a trasformare un problema meteorologico in una questione strutturale.
L’occasione persa proprio nell’anno della Capitale dello Sport
Il rischio è quindi quello di un cortocircuito difficile da ignorare. Napoli celebra nel 2026 il proprio ruolo di Capitale europea dello Sport e contemporaneamente potrebbe dover rinunciare a ospitare uno degli appuntamenti internazionali più spettacolari dell’anno perché non esiste in città un impianto alternativo adeguato.
Il danno sarebbe soprattutto d’immagine. Italia-Svezia al Plebiscito era stata immaginata come una cartolina destinata a viaggiare ben oltre i confini italiani. L’effetto televisivo di una partita della Nazionale disputata in una delle piazze simbolo di Napoli avrebbe rappresentato una straordinaria occasione di promozione della città.
E invece l’arena potrebbe rimanere senza la sua partita più importante.
La fotografia di queste ore è quasi surreale: a Napoli splende il sole, gli operai continuano a lavorare e il Plebiscito si trasforma giorno dopo giorno in un’arena. Contemporaneamente, però, si prepara il possibile trasferimento della partita a 90 chilometri di distanza.
Tutto dipenderà adesso dalle prossime previsioni e dalla valutazione della Cev. Entro 24 ore arriverà la risposta.
Se le indicazioni dell’Aeronautica militare consentiranno di escludere rischi incompatibili con un evento all’aperto, Napoli conserverà la propria grande notte europea. Altrimenti Italia-Svezia prenderà la strada di Eboli.
E a quel punto resterà una domanda che va ben oltre il meteo: come può la Capitale europea dello Sport perdere uno dei suoi eventi più importanti perché non dispone di un palazzetto nel quale metterlo al riparo dalla pioggia?








