Jean Todt si racconta: dal mito Ferrari alla F1 attuale

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Cronache sport formula1
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Jean Todt, ex direttore generale della Scuderia Ferrari ed ex Presidente della FIA, ha condiviso la sua visione sulla Formula 1 e sulla sua vita al di fuori del motorsport. L’occasione è stata la presentazione di un libro a Montmeló, dove ha parlato del suo presente come Inviato Speciale del Segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza stradale.

Secondo Todt, la Formula 1 attuale non è il frutto di una rivoluzione, ma di un’evoluzione. “Ci sono stati cambiamenti che hanno portato a grandi successi, ma il cuore della Formula 1 rimane lo stesso”, ha dichiarato, respingendo ogni forma di nostalgia. Per lui, la vita va avanti e guardare indietro non ha senso, poiché è fondamentale seguire il cambiamento per non rimanere persi.

La sua carriera sportiva gli ha garantito una credibilità che ora utilizza per cause sociali. “È giusto cercare di dare qualcosa indietro”, ha affermato, menzionando il suo impegno con l’Institut du Cerveau, un istituto di ricerca medica sul cervello, e il suo lavoro per la fondazione del Premio Nobel per la pace San Suu Kyi.

Ripensando agli anni in Ferrari, ha espresso grande soddisfazione per aver riportato la squadra alla vittoria. Un altro motivo di orgoglio è vedere ex collaboratori come Stefano Domenicali, Laurent Mekies, Mattia Binotto e Andrea Stella ricoprire posizioni di vertice. Pur non volendo fare paragoni con la scuderia attuale, ha ribadito il suo affetto per il team.

Il periodo a Maranello è stato descritto come “il capitolo più importante” della sua storia lavorativa: sedici anni di dedizione totale, con giornate lunghe fino a sedici ore, senza mai saltare un giorno. Un’esperienza di fatiche immense ma di soddisfazioni indimenticabili, perché “vincere con la rossa forse è più difficile, ma sicuramente più gratificante”.

Todt ha anche espresso parole di elogio per Andrea Kimi Antonelli, definendolo un “ragazzo di enorme talento”. Ha sottolineato come il giovane pilota italiano abbia saputo gestire la pressione e crescere nel modo giusto, mostrando un carattere educato e umile. “Penso che sia molto bello per l’Italia, perché sognava di avere un pilota di livello da tantissimo tempo”.

Un tema centrale per Todt è sempre stata la sicurezza. Ha ricordato come la sua insistenza su questo fronte, anche quando criticato, abbia portato a innovazioni cruciali come l’Halo. Questo dispositivo, inizialmente osteggiato, ha dimostrato il suo valore salvando la vita a diversi piloti, come nel caso dell’incidente di Romain Grosjean in Bahrain nel 2020.

Infine, ha parlato del suo impegno con le Nazioni Unite, definendo gli incidenti stradali una “pandemia silenziosa”. Con circa 1,19 milioni di morti e 50 milioni di feriti ogni anno nel mondo, ha evidenziato l’urgenza di lavorare per una trasformazione globale della mobilità e migliorare la sicurezza per tutti.

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