Juventus, la dirigenza è costata 15 milioni in 5 anni

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Cronache sport calcio
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Dal 2021, la gestione sportiva della Juventus è stata caratterizzata da un continuo avvicendamento di dirigenti, con risultati inferiori alle attese. A fronte di una sola Coppa Italia vinta e nessuna qualificazione oltre gli ottavi di Champions League, il club ha sostenuto costi significativi per il suo management. In cinque stagioni, la spesa totale per i manager ha raggiunto circa 15 milioni di euro.

Questo periodo di instabilità è iniziato di fatto dopo l’addio di Fabio Paratici nel maggio 2021, che ha chiuso un ciclo vincente. Con il crescente intervento della proprietà, la scelta per la guida dell’area sportiva è ricaduta su Maurizio Arrivabene, ex dirigente Ferrari. Nominato amministratore delegato, è rimasto in carica fino al gennaio 2023, percependo un compenso lordo complessivo di circa 2 milioni di euro in un anno e mezzo.

La sua uscita ha portato all’arrivo di Maurizio Scanavino, con il mandato di risanare i conti del club e pieni poteri come amministratore delegato. Per Scanavino, la remunerazione totale è stata di 2,6 milioni di euro, distribuiti tra la seconda metà della stagione 2022-23 e le due successive.

Nel luglio 2023, la Juventus ha poi affidato la direzione dell’area Football a Cristiano Giuntoli, tornando a una figura “di campo” con ampie deleghe. L’investimento per Giuntoli è stato notevole: il suo contratto ha previsto un compenso di circa 6 milioni di euro in due stagioni, inclusa una buonuscita per la risoluzione anticipata del rapporto.

Questa politica di spesa è esemplificata anche dal caso di un altro dirigente, Damien Comolli, a cui il club ha attribuito un “signing bonus” una tantum da 950 mila euro lordi. Il consiglio d’amministrazione ha giustificato tale bonus con la necessità di “attrarre e trattenere un soggetto altamente qualificato”. La somma dei compensi per queste figure chiave porta il totale a circa 15 milioni di euro.

Queste cifre assumono un peso ancora maggiore se contestualizzate con gli altri investimenti. Dal 2019, gli azionisti hanno sostenuto il club con quattro aumenti di capitale per un totale di quasi un miliardo di euro. Nello stesso periodo, il saldo tra acquisti e cessioni sul mercato ha comportato una spesa di circa 350 milioni. L’analisi suggerisce che il problema non è derivato dalla mancanza di risorse, ma dalle scelte strategiche e dalla continua rivoluzione ai vertici.

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