Ha ritrovato continuità e la via del gol in Francia, dopo una parentesi complessa con la maglia della Juventus. Lois Openda, ora in forza al Lione, ha concesso un’intervista al quotidiano L’Equipe per analizzare le ragioni di un’annata difficile vissuta a Torino, dove le sue caratteristiche non sono mai state pienamente valorizzate.
L’attaccante ha spiegato con lucidità i problemi incontrati. “L’allenatore mi voleva, ma la squadra non era abituata a giocare con un attaccante di profondità come me”, ha dichiarato, puntando il dito su un sistema di gioco poco congeniale. “In Italia poche squadre sfruttano bene questo aspetto. Nel mio ruolo c’era anche Vlahovic, che spesso preferiva tenere palla per sé piuttosto che lanciare il compagno nello spazio”.
Queste difficoltà tattiche si sono riflesse inevitabilmente sui numeri. La sua esperienza in bianconero si è chiusa con un bottino modesto: appena due reti in 34 presenze complessive, di cui soltanto nove disputate da titolare. Un rendimento che ha spinto la dirigenza juventina a optare per una soluzione diversa durante l’ultima sessione di mercato.
L’operazione che lo ha portato in Ligue 1 è stata un prestito oneroso da 3,5 milioni di euro versati dal Lione nelle casse del club torinese. Openda era stato acquistato dalla Juventus per una cifra importante, un investimento complessivo da 45 milioni di euro per strapparlo al Lipsia, a testimonianza della grande fiducia riposta nel suo potenziale.
Nonostante le difficoltà, il giocatore classe 2000 non considera un errore il suo passaggio in Serie A. “Non è stato un fallimento, anzi, mi ha permesso di lavorare su aspetti del mio gioco che non pensavo di dover migliorare”, ha precisato. “Ho cercato di guadagnarmi le mie opportunità e verso la fine della stagione ho capito che per giocare con continuità avrei dovuto cambiare aria. Sono convinto che in altre circostanze sarebbe andata diversamente”.
Ora la sua concentrazione è tutta rivolta alla nuova avventura francese, iniziata con il piede giusto grazie a due gol e un assist nelle prime otto partite disputate. Il suo futuro resta legato alla Juventus, poiché il suo trasferimento al Lione non prevede un obbligo di riscatto, ma per il momento Openda si gode la serenità ritrovata. “Qui ho trovato un ambiente sano”, ha concluso. “Sono molto contento della scelta che ho fatto”.











