Como, Fabregas: ‘Sono un allenatore da zero titoli’

14
Cronache Mercato
Cronache Mercato
Pubblicato il

Il Como si prepara alla trasferta contro il Frosinone, in programma per la quinta giornata di Serie A. In conferenza stampa, il tecnico Cesc Fabregas ha analizzato il momento della squadra e le sfide future, partendo dalla gestione del gruppo. “La preparazione si è svolta bene. Chi non ha giocato ha fatto una settimana di allenamento completa, chi ha giocato ha avuto più recupero. Tutti sono disponibili”.

Il calendario fitto richiederà il contributo di tutta la rosa. “Dopo la sosta ci saranno nove partite in quattro settimane. Sarà un grandissimo test che la squadra deve superare, anche soffrendo. Non si possono vincere tutte le gare, ma dobbiamo lavorare per crescere e migliorare, affinché i giocatori si adattino al meglio”.

Un punto chiave della conferenza è stato la gestione dei portieri e l’alternanza tra Butez e Sanchez. “Robert Sanchez è un giocatore che arriva da una squadra molto importante, ha vinto trofei e ha vissuto una pressione costante. La sua presenza è perfetta. La scelta tra lui e Butez dipenderà dalla stanchezza o dalla concentrazione richiesta dalla partita. Quella di non far giocare Butez è stata una prova, la prima volta in un anno e mezzo, ma questa dinamica si ripeterà. La decisione andrà per sensazioni”.

L’allenatore ha poi espresso il suo parere su alcuni nuovi innesti. “Kaiki è un giocatore molto completo, deve solo abituarsi al calcio europeo. Couto è un profilo associativo, di grande qualità; se riusciamo a lavorare su alcuni aspetti difensivi, può diventare un calciatore totale”.

Riguardo al suo stile di gestione e ai paragoni con i grandi del passato, Fabregas ha mantenuto un profilo umile. “Provo a ricordare come si comportavano i miei allenatori. La mia porta è sempre aperta. Molti giocatori sono giovani e spiegare il piano gara serve ad aiutarli. Con così tante partite, tutti avranno la loro opportunità”. Ha poi aggiunto, smorzando i complimenti: “Come diceva Mourinho, ci sono allenatori che hanno vinto titoli e altri che non ne hanno vinto nessuno. Io sono nella seconda categoria. La cosa più importante è il Como, non sono io. Sono completamente dentro questo progetto”.

La visione a lungo termine è centrale nella sua filosofia. “Per un tecnico è fondamentale avere tempo. Se potremo continuare con questa squadra per due, quattro o cinque anni, allora potremo fare qualcosa di importante. Cambiare tanti giocatori ogni sei mesi rende tutto più difficile. Adesso ci conosciamo meglio e la squadra sta capendo che tipo di partita deve affrontare”.

Infine, grande stima per il prossimo avversario. “Quella contro il Frosinone sarà una delle cinque gare più difficili della stagione per come gioca e per il coraggio che dimostra. Hanno una mentalità molto positiva e una grande fame. Se vogliamo vincere, dovremo fare la nostra miglior partita della stagione, sono convinto di questo”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome