Juventus: mai così pochi convocati per i Mondiali

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Cronache sport calcio
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Il numero di giocatori convocati per un Mondiale può indicare lo stato di salute di un club. Per la Juventus, la proiezione in vista della Coppa del Mondo 2026 in USA, Canada e Messico delinea un quadro di profondo cambiamento. Il club bianconero, storicamente uno dei maggiori serbatoi per le nazionali, si prepara infatti a inviare un numero di atleti ai minimi storici per il nuovo secolo.

Analizzando le rose attuali e le recenti scelte dei commissari tecnici, i giocatori della Juventus con una quasi certezza di partecipazione sono pochi. Tra questi figurano il difensore brasiliano Bremer, il centrocampista statunitense Weston McKennie e il giovane talento turco Kenan Yildiz. Altri, come l’esterno svedese Emil Holm, hanno buone possibilità. In totale, si stima che i bianconeri presenti alla competizione saranno tra i 7 e gli 8, un numero che segna una netta inversione di tendenza rispetto al passato.

Questo dato appare ancora più significativo se confrontato con la storia recente. La Juventus è quasi sempre stata la squadra di Serie A a fornire il maggior numero di calciatori alla massima competizione internazionale. Il record risale al Mondiale 2006, quando ben 13 juventini parteciparono al torneo in Germania, con otto di loro protagonisti della finale tra Italia e Francia.

Anche nelle edizioni successive, il contributo è rimasto elevato: 12 convocati in Brasile nel 2014 e 11 sia in Russia nel 2018 sia in Qatar nel 2022. Questi numeri sono stati raggiunti nonostante la mancata qualificazione dell’Italia in due di queste tre occasioni, a testimonianza della caratura internazionale della rosa di allora.

L’unica eccezione in questo secolo è stata Sudafrica 2010, quando i bianconeri “prestati” alle nazionali furono solo 9. Non a caso, quella Juventus era reduce da stagioni difficili, segnate dalle conseguenze di Calciopoli e da una faticosa ricostruzione. In quell’anno, il primato di club più rappresentato della Serie A passò all’Inter del Triplete. La situazione attuale sembra quindi ricalcare quel precedente, segnalando una fase in cui la squadra è priva di leader e giocatori di statura mondiale consolidata. Il basso numero di convocati attesi per il 2026 è un sintomo evidente di una squadra in piena fase di rinnovamento.

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