Klinsmann, dal rischio paralisi: ‘Torno a giocare’

19
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Jonathan Klinsmann, portiere del Cesena, ha vissuto un’esperienza che ha messo a rischio la sua carriera e la sua mobilità. Il 18 aprile scorso, durante la partita contro il Palermo, uno scontro fortuito con il giocatore Filippo Ranocchia gli ha causato la frattura della prima vertebra cervicale e gravi lesioni ai legamenti del collo.

“Non ho mai perso conoscenza, quindi ricordo tutto bene”, ha raccontato il portiere a cinque mesi dall’incidente. Inizialmente ha percepito solo un forte colpo, senza immaginare la reale gravità della situazione. “La verità è che ho davvero rischiato di non giocare e non camminare mai più”. I minuti successivi allo scontro sono stati decisivi.

Il rischio di una paralisi è stato estremamente concreto. “Se in quei minuti avessi fatto qualcosa, magari un banale sprint laterale, avrei rischiato grosso”, ha spiegato Klinsmann. Ha avuto la lucidità di chiedere ai compagni di non passargli il pallone, poiché non riusciva a muovere il collo. Anche il trasporto in ospedale e il successivo volo verso Heidelberg, in Germania, per le cure specialistiche sono stati momenti delicati.

Lì, il portiere è stato sottoposto a un complesso intervento chirurgico. “Il momento più bello è stato dopo l’operazione: ho capito che era andato tutto bene quando ho visto il sollievo negli occhi dei miei genitori”, ha confessato. L’operazione, eseguita dal dottor Hemmer, è perfettamente riuscita, ma ha richiesto l’inserimento di quattro viti nel collo per stabilizzare la vertebra.

Il supporto della famiglia è stato fondamentale. Il padre, l’ex calciatore Jürgen Klinsmann, e la fidanzata sono rimasti al suo fianco nei momenti più difficili. “È stata dura guardarli quando hanno capito la gravità della situazione. L’infortunio è stato un brutto colpo per i miei, più che per me”.

Dopo un lungo periodo di stop forzato, Klinsmann ha finalmente ricevuto il via libera per riprendere l’attività fisica. Ha ricominciato ad allenarsi in palestra, primo passo di un percorso di riabilitazione che si preannuncia ancora lungo. “Non faccio attività fisica da tre mesi, devo tornare in forma”, ha dichiarato.

Il cammino verso il pieno recupero prevede un’altra tappa chirurgica: tra circa quattro mesi, il portiere dovrà subire un nuovo intervento per la rimozione delle viti. Nonostante ciò, la sua determinazione è incrollabile e non ha paura di tornare in campo.

L’obiettivo è fissato con chiarezza: “A fine stagione dovrei tornare ad allenarmi con la squadra, il prossimo anno mi vedo in campo”. La voglia di indossare di nuovo la maglia del Cesena è il motore della sua ripresa, alimentata dall’affetto di tifosi, amici e familiari che lo hanno sostenuto. “Mi sento più forte, perché si percepisce il supporto della gente”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome