Jonathan Klinsmann, portiere statunitense del Cesena, ha raccontato il suo calvario in un’intervista concessa a The Athletic. L’estremo difensore ha ripercorso i momenti drammatici legati al grave infortunio al collo, un’esperienza che ha messo a rischio non solo la sua carriera, ma anche la sua capacità di camminare.
Tutto ha avuto inizio da uno scontro di gioco con un avversario. “Mi sono detto subito: ‘Questo mi ha fatto male'”, ha spiegato Klinsmann. Subito dopo ha avvertito il collo completamente bloccato. “La vera mazzata è arrivata durante il colloquio con i medici, quando ci hanno spiegato che il rischio era molto alto”.
La diagnosi è stata severa: frattura della prima vertebra cervicale (C1) e danni significativi ai legamenti del collo. “Sono stato davvero vicino a non giocare mai più, a non camminare più”, ha confessato il portiere, figlio dell’ex attaccante Jürgen Klinsmann. “È andata male, ma sarebbe potuta andare molto peggio”.
Uno degli aspetti più duri è stato comunicare la notizia ai suoi familiari. Klinsmann ha raccontato la difficoltà di doverli rassicurare sul suo stato di salute, pur sapendo che la realtà fisica era ben diversa e preoccupante.
Il momento più critico è arrivato prima dell’operazione. I medici hanno illustrato la delicatezza dell’intervento, spiegando che la frattura si trovava in una posizione estremamente vicina al midollo spinale. La vertebra C1, infatti, è quasi interamente responsabile della rotazione del collo. Per questo, ha rivelato, “mi hanno chiesto di firmare una liberatoria”, un documento che sottolineava la complessità e i pericoli della procedura.
In quel momento, i suoi pensieri sono tornati al calcio. “Mi dispiaceva non poter finire il campionato con il Cesena e di non poter lottare per una convocazione al Mondiale”, ha ammesso, confessando di aver seguito tutte le partite della sua nazionale a distanza.
Ora Klinsmann sta affrontando il lungo percorso di recupero con determinazione. “L’osso deve prima saldarsi, poi andranno tolte le viti e dovrà ricompattarsi”, ha dettagliato, “il tutto mentre i muscoli si riprendono”. Nonostante le difficoltà, il portiere ha mantenuto un approccio positivo: “Una delle cose di cui vado più fiero è che il mio atteggiamento mentale non è mai stato negativo. Lotto per tornare più forte di prima”.



