La Lega in tilt, si accelera sul progetto a due velocità. Meno spazio per gli esponenti del Sud

125
Matteo Salvini e Roberto Vannacci
Matteo Salvini e Roberto Vannacci

CASERTA – Si accelera, nei fatti, verso una trasformazione che sempre più dentro la Lega viene letta come una possibile frattura del progetto costruito da Matteo Salvini. L’idea che circola è quella di un partito sempre più sdoppiato: un Nord che rivendica identità e autonomia e un Sud sempre più affidato a una gestione politica riconducibile a Claudio Durigon. Una linea che, di fatto, alimenta la sensazione di una Lega che torna a essere “Nord sopra Roma”, mentre sotto si consolida un’impostazione diversa.

Che, però, mette a rischio le posizioni dei rappresentanti locali della Lega in Campania, che vedono sempre più lontana la loro riconferma dato che gli spazi si restringono sempre più. Impietoso l’ultimo sondaggio Youtrend per SkyTg24, che registra il sorpasso di Futuro Nazionale sulla Lega. Il movimento guidato da Roberto Vannacci sale al 5,9%, con un aumento dell’1,5%, mentre il Carroccio scende al 5,8% perdendo lo 0,1%. Un distacco minimo ma politicamente significativo, perché certifica una tendenza che inquieta i vertici leghisti. “Non mi fido dei sondaggi, tutto procede e siamo solo alla rampa di lancio…”, ha commentato Vannacci. E ancora: “I miei sondaggi sono quelli fatti in mezzo alla gente…”. Il dato alimenta il dibattito interno al Carroccio, già attraversato da tensioni tra il vertice salviniano e il fronte dei territori del Nord, che da tempo denuncia una progressiva perdita di centralità politica.

A inserirsi nel confronto è anche l’ex presidente della Camera Irene Pivetti, già esponente della Lega, che interviene con toni netti: “Non mi spaventa nessuno, siamo in democrazia”. E sul possibile sorpasso di Vannacci aggiunge: “Deve ridare centralità al territorio, che è sempre stato il motore del partito, e ascoltare la base. Salvini viene da lì e ha il talento per ricordarselo”. Poi una lettura interna: “Il segretario non ha nemici dentro la Lega, ma solo scontenti”.

A rendere ancora più evidente la fase di stallo è l’ennesimo rinvio del Consiglio federale, che continua a slittare tra difficoltà di sintesi e tensioni mai del tutto risolte. Salvini prova a tenere insieme il partito, stretto tra la necessità di evitare fratture e quella di non perdere il controllo della macchina organizzativa. L’ipotesi è quella di una “cabina di regia dei territori e delle autonomie”, un organismo consultivo che dovrebbe coinvolgere governatori, amministratori locali, ministri e dirigenti. Tra i nomi che circolano ci sono Luca Zaia, Massimiliano Fedriga e il sindaco di Treviso Mario Conte, anche se il fronte dei governatori del Nord appare freddo.

Dai territori del Nordest, in particolare dall’area vicina a Fedriga, filtra perplessità sulla proposta, letta più come un tentativo di mediazione che come una reale svolta. Le richieste di una riorganizzazione più profonda restano sul tavolo, mentre l’ipotesi di una doppia vicesegreteria è rimasta bloccata. Lo stallo organizzativo si riflette anche sulle prossime scadenze interne: difficile arrivare a un accordo prima del ritiro di Mogliano del 4 e 5 luglio, voluto dallo stesso Salvini per ricompattare il partito in vista della fase elettorale.

Nel frattempo, sullo sfondo, cresce la percezione di un partito sotto pressione: da un lato la concorrenza esterna di nuovi soggetti politici e del possibile rafforzamento dell’area Vannacci, dall’altro le tensioni interne che riemergono proprio mentre si avvicinano le elezioni politiche. Una condizione che, secondo diversi esponenti, impone un cambio di passo immediato. Ma al momento, tra rinvii e mediazioni, la direzione appare ancora incerta.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome