La mala albanese avanza a Santa Maria Capua Vetere

Scoperto dalla polizia un market della droga a pochi passi dalle palazzine comunali

S. MARIA C.V. – Un appartamento in via Degli Osci, a pochi passi dalle palazzine popolari, trasformato in un market della droga: fin qui, purtroppo, nulla di strano. Anni di indagine hanno dimostrato che si tratta di una zona dove lo spaccio di droga ha messo radici profonde. Ma stavolta, ed è qui la particolarità del caso, a gestire questo ‘negozio’ non sono le solite gang locali, che fanno riferimento alle storiche famiglie criminali della città del Foro. Quel market, invece, invece, stando a quanto accertato dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, era nelle mani di un gruppo di albanesi. Nei mesi scorsi, il blitz nell’immobile di via Degli Osci, eseguito dagli agenti della Squadra mobile di Caserta, si è concluso con il ritrovamento di circa 80 grammi di cocaina e tre arresti: a finire in carcere erano statii Elion Muca, Edi Rena e Sonia Atasanova.

Pochi giorni fa, i tre sono stati scarcerati e sottoposti ai domiciliari. Logicamente sono da considerare innocenti fino a un’eventuale sentenza di condanna irrevocabile e, chiariamo, a loro non viene contestato alcun reato associativo (solo la detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti).

In attesa dei verdetti, però, possiamo dire che dai dati investigativi finora raccolti è emerso che, mentre i gruppi sammaritani per diversi mesi si sono dedicati ad uno scontro teso a comprendere chi dovesse gestire lo spaccio di droga in città (ed è stato uno scontro caratterizzato da raid di piombo contro alcune abitazioni, risse, agguati in strada e, in un caso, si è registrato anche l’incendio del gazebo di un bar), gli albanesi, lentamente, hanno approfittato della distrazione dei concorrenti per acquisire forza nello scenario criminale. Sfruttano l’assenza di un tessuto malavitoso locale solido (indebolito grazie al duro lavoro profuso in questi anni da magistrati, polizia e carabinieri). Sfruttano i loro contatti con i loro connazionali per importare droga, senza dover passare per i canali napoletani. E un altro elemento di non poco conto su cui fanno leva è la violenza: se la criminalità italiana si sta mostrando meno propensa all’uso della forza, questi soggetti, se devono intervenire in modo brutale, sono pronti a farlo. Uno scenario che, inevitabilmente, desta preoccupazione, che però è monitorato costantemente dagli investigato

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