La Nuova Multiservizi nel radar del Ros. La società spunta nell’indagine su Zagaria

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Alfonso Ottimo e Ivano Balestriere
Alfonso Ottimo e Ivano Balestriere

FRIGNANO – Era già stato arrestato e sapeva di avere addosso l’attenzione dell’Antimafia. Stava affrontando, da imputato a piede libero, un processo per concorso esterno al clan dei Casalesi. Ma Alfonso Ottimo, secondo i carabinieri del Ros, non avrebbe interrotto la propria attività imprenditoriale. Mentre era ancora in corso il giudizio di primo grado, poi definito pochi mesi dopo con la sua assoluzione, il frignanese sarebbe stato impegnato in un nuovo progetto: la costituzione della cooperativa sociale La Nuova Multiservizi.

Per gli investigatori è un passaggio significativo. La nascita della coop viene inserita tra gli elementi utilizzati per ricostruire il suo rapporto con Ivano Balestrieri, businessman attivo nel settore dell’igiene urbana con la Isvec. Anche dopo l’arresto e durante il processo, Ottimo avrebbe continuato a coltivare interessi economici e relazioni societarie. Un profilo che ritorna nella nuova indagine che, ormai quasi due mesi fa, aveva portato alla seconda ordinanza cautelare per Ottimo, poi annullata dal Riesame.

Il frignanese risponde di estorsione, trasferimento fraudolento di beni e reimpiego di capitali illeciti, quest’ultimo contestato insieme a Balestrieri: condotte che, per la Dda, sarebbero aggravate dalla finalità mafiosa. L’ipotesi della Procura di Napoli è che Ottimo avesse investito denaro nella Isvec, tramite il manager sammaritano Franco Lombardi, accusato di associazione mafiosa, per conto del clan Zagaria. Un’ingerenza che, a detta degli investigatori, sarebbe arrivata fino al punto da provare a scalzare lo stesso Balestrieri, riducendolo a una figura solo formale nell’azienda.

In questo quadro, la Nuova Multiservizi diventa un altro tassello: una società che, secondo gli inquirenti, sarebbe stata costruita attorno a interessi comuni ai due imprenditori e formalmente intestata ad altri soggetti. La genesi della cooperativa comincia nella seconda metà di giugno 2023. In questa fase emerge il ruolo di Luigi Caserta, non presente nell’elenco degli indagati nella recente inchiesta su Ottimo e il clan Zagaria. Ma per il Ros non sarebbe stato un semplice accompagnatore, bensì una figura operativa di raccordo: avrebbe seguito appuntamenti, contatti con professionisti, documenti da raccogliere, nominativi da individuare e ruoli da assegnare, aggiornando Ottimo sui passaggi necessari.

Nello stesso periodo entra in scena anche Balestrieri. In una conversazione con Ottimo, i due parlano della struttura della cooperativa e della necessità di muoversi rapidamente. Si discute di chi debba comparire nelle cariche, di chi debba restare “amministrativo” e di chi invece debba risultare solo sulla carta. Per gli investigatori non si tratterebbe di una semplice consulenza esterna, ma di una partecipazione concreta alla costruzione dell’assetto societario.

Il 29 giugno 2023 arriva il passaggio decisivo: la costituzione della La Nuova Multiservizi Società Cooperativa, con sede legale a Casavatore e oggetto sociale esteso anche alla raccolta di rifiuti solidi non pericolosi. Nei mesi successivi la sede viene spostata a Santa Maria Capua Vetere e Ottimo, secondo il Ros, continuerebbe a interessarsi all’avvio operativo della società: tempi, lavoratori, documenti e organizzazione interna.

Nell’operazione spunta anche Michele Oliviero, imprenditore di Villa Literno già noto alle cronache per vicende legate al settore dei rifiuti. Oliviero, va precisato, non risulta indagato nell’inchiesta sul clan Zagaria. Il suo nome emerge, però, per il possibile transito di alcuni dipendenti della Bema, la sua ditta, nella nuova cooperativa.

Il 18 ottobre 2023 Ottimo si reca con Balestrieri proprio negli uffici della Bema, a Villa Literno. L’incontro, secondo il Ros, sarebbe servito a valutare il passaggio di alcuni lavoratori nella Nuova Multiservizi. L’operazione avrebbe consentito a Balestrieri un risparmio sui costi del personale e, nello stesso tempo, avrebbe dato alla cooperativa un contratto e una funzione operativa. La società, dunque, non sarebbe rimasta sulla carta, ma avrebbe iniziato a inserirsi nel circuito degli affari collegati alla raccolta e alla gestione dei servizi.

Il dato economico arriva con le fatture. Gli accertamenti patrimoniali indicano che la Nuova Multiservizi emette tre fatture nei confronti della Isvec: due da 15mila euro e una da 24.500 euro, per un imponibile complessivo di 54.500 euro e un totale, Iva compresa, di 66.490 euro. Per gli inquirenti quel flusso di denaro dalla società di Balestrieri alla cooperativa riconducibile a Ottimo rappresenta un ulteriore riscontro del rapporto tra i due.

Ma c’è di più. Nelle conversazioni intercettate si parla anche della periodicità dei pagamenti e dell’ipotesi di inserire importi “in più”, con riferimento a una fatturazione maggiorata per prestazioni lavorative che, nella lettura investigativa, non sarebbero state realmente eseguite. È uno dei passaggi più delicati: la Nuova Multiservizi viene letta non solo come progetto imprenditoriale, ma come possibile strumento economico dentro un sistema più ampio che potrebbe intrecciarsi con il clan Zagaria.

Ed è proprio questo il punto valorizzato dal Ros: la cooperativa non sarebbe stata una semplice iniziativa imprenditoriale, ma un nuovo snodo nei rapporti tra Ottimo e Balestrieri, nato mentre il frignanese era già finito nel radar dell’Antimafia e continuava, secondo l’accusa, a muoversi nel mondo degli affari. La vicenda Multiservizi, ricostruita dai carabinieri, non è oggetto delle imputazioni formulate dalla Dda nell’indagine che ha coinvolto Ottimo e diversi esponenti del clan Zagaria.

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