La storia della Danimarca campione d’Europa nel 1992 è iniziata con una chiamata inaspettata. Henrik Larsen, uno degli eroi di quella squadra, ha ricordato come i giocatori furono richiamati dalle vacanze estive per partecipare al torneo. A dieci giorni dal via, la UEFA decise di escludere la Jugoslavia a causa della guerra nei Balcani, ripescando la nazionale danese, arrivata seconda nel girone di qualificazione. “Francia e Inghilterra erano in ritiro da un mese, noi siamo arrivati abbronzati e abbiamo iniziato ad allenarci”, ha raccontato l’ex centrocampista.
La squadra partì senza grandi ambizioni, con l’idea di divertirsi e vedere come sarebbero andate le tre partite del girone. Dopo un pareggio all’esordio con l’Inghilterra e una sconfitta con la Svezia, le speranze sembravano svanite. L’ultima partita del girone è stata però decisiva: la Danimarca doveva battere la Francia di Papin e Cantona, e ci è riuscita. È stato un gol dello stesso Larsen a sbloccare la sfida, vinta poi per 2-1, garantendo un’insperata qualificazione.
In semifinale, l’avversario è stata la temibile Olanda, campione in carica, con stelle come Gullit, Van Basten e Rijkaard. Per compattare il gruppo, il ct Møller-Nielsen portò la squadra a cena in un fast food prima della gara. Larsen ha realizzato una doppietta in quella partita, terminata 2-2 dopo i tempi supplementari. Ai rigori, una parata decisiva del portiere Schmeichel sul tiro di Van Basten ha spalancato le porte della finale.
L’atto conclusivo ha visto i danesi affrontare la Germania. Un’altra prestazione incredibile ha portato a un trionfo per 2-0, con le reti di Jensen e Vilfort. Quest’ultimo stava vivendo un dramma personale, poiché dopo ogni partita tornava in patria per stare vicino alla figlia malata di leucemia. “Non potevamo fallire perché non c’erano aspettative su di noi”, ha commentato Larsen, citando il compagno. “Dieci giorni prima eravamo in vacanza e alla fine abbiamo trionfato”.
Larsen, che ha un forte legame con l’Italia dopo aver giocato nel Pisa, ha riflettuto su una possibile, analoga sorte per la nazionale azzurra in vista dei Mondiali, quando si parlava di un ripescaggio ai danni dell’Iran. “È un caso molto simile al nostro. Spero per l’Italia, a noi è andata bene”. L’ex calciatore ha vestito la maglia del Pisa sotto la guida di Mircea Lucescu e al fianco di un giovane Diego Simeone, ricevendo nel 2023 la cittadinanza onoraria della città. “Pisa è diventata la mia seconda casa, seguo tutte le partite e torno spesso in Toscana”.





