L’INTERVISTA. Smarrazzo: “Manfredi può federare un’area riformista nel centrosinistra”

116
Pietro Smarrazzo
Pietro Smarrazzo

NAPOLI – Archiviato il voto regionale, per Pietro Smarrazzo (nella foto) comincia ora la prova più difficile: tradurre il consenso in scelte riconoscibili e risultati per i territori. Con il consigliere di Casa Riformista parliamo dei nuovi equilibri della maggioranza, dei rapporti tra le diverse anime della coalizione e delle priorità della legislatura.

Casa Riformista ha contribuito alla vittoria del campo largo alle Regionali. Che bilancio fa dell’alleanza e quale ruolo vuole ritagliarsi all’interno della maggioranza?

“Il bilancio è positivo. La vittoria del campo largo dimostra che quando le forze riformiste, progressiste e moderate riescono a costruire una proposta credibile, concreta e vicina ai problemi delle persone, i cittadini rispondono. Più che pensare a ritagliarmi un ruolo all’interno della maggioranza, credo sia importante ritagliarmi una responsabilità rispetto al territorio che rappresentiamo e alle priorità che riguardano le nostre comunità. La politica deve partire dai problemi reali. Penso, ad esempio, all’ospedale di Aversa, una struttura strategica per l’Agro Aversano e per Napoli Nord, con un pronto soccorso che per numero di accessi è secondo soltanto al Cardarelli di Napoli. Gli investimenti previsti per la realizzazione di una nuova ala rappresentano una grande opportunità: possono consentire nuovi reparti, un rafforzamento dei servizi e il consolidamento di un presidio sanitario fondamentale.”

Il rapporto con il Movimento 5 Stelle rappresenta per voi un punto di forza o una convivenza politica ancora da verificare?

“Il rapporto oggi è positivo. In Consiglio regionale c’è un confronto corretto con i colleghi del Movimento 5 Stelle, basato sul rispetto reciproco e sulla volontà di affrontare i problemi. Anche con il presidente Roberto Fico c’è un rapporto istituzionale improntato innanzitutto all’ascolto, quindi al dialogo e alla collaborazione. Ogni forza politica mantiene la propria identità e la propria storia, ma una maggioranza funziona quando riesce a mettere al centro gli obiettivi comuni. Il metodo riformista è proprio questo: confronto sulle idee, capacità di ascoltare e responsabilità nelle scelte.”

Come guarda al percorso avviato da Alessandro Onorato con Progetto Civico e al ruolo di Gaetano Manfredi? Può nascere un soggetto politico nuovo?

“È ancora presto per dire se un progetto civico possa trasformarsi in un vero soggetto politico. Sicuramente però oggi esiste un’esigenza politica molto forte: ricostruire uno spazio riformista, moderato e cattolico-democratico, capace di dialogare con il mondo delle imprese, del lavoro, delle professioni e delle comunità. In questo scenario Gaetano Manfredi rappresenta una figura importante. È un amministratore autorevole, con una cultura del dialogo e della concretezza e può svolgere un ruolo significativo nel federare un’area riformista all’interno del centrosinistra. La politica oggi ha bisogno di meno contrapposizioni ideologiche e di più capacità di governo.”

Quanto potrà incidere la nuova legge elettorale sulle scelte dell’area riformista e centrista?

“Sono sempre stato convinto che la legge elettorale sia uno strumento, ma non possa sostituire una proposta politica. Soglie, quote e meccanismi tecnici possono incidere, ma alla fine sono le idee, le persone e la capacità di rappresentare i territori a determinare il consenso. Se l’area riformista e centrista saprà costruire una proposta credibile, vicina ai cittadini e libera da logiche calate dall’alto, continuerà ad avere un ruolo decisivo. Lo abbiamo visto alle amministrative e alle Regionali: quando si parla ai territori con serietà e concretezza, i cittadini riconoscono il valore delle proposte. E credo che sarà così anche alle prossime elezioni politiche.”

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome