A Lucca, un’iniziativa ha unito la riabilitazione psichiatrica alla sostenibilità ambientale, dando vita a un modello virtuoso di economia circolare. Il progetto, promosso dal Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL locale, si chiama ‘La tela di Penelope’ e utilizza l’arte-terapia, in particolare la tessitura, come strumento per il recupero e l’inclusione lavorativa di persone con fragilità.
L’approccio è graduale e rispettoso dei tempi di ogni individuo. All’inizio, i partecipanti hanno semplicemente osservato il funzionamento dei telai, comprendendo la creatività e la manualità richieste da quest’arte antica. Successivamente, sono stati loro affidati compiti propedeutici come la preparazione dei fili, l’ordinamento dei colori e il controllo della tensione del tessuto. Queste attività ripetitive si sono rivelate fondamentali per aiutare a ritrovare concentrazione e serenità interiore.
Con il tempo, assistiti da tessitrici professioniste, i partecipanti hanno imparato ad affrontare le piccole sfide quotidiane del mestiere, come la gestione di un filo inceppato o la perdita del ritmo. Superando questi ostacoli, hanno acquisito autonomia e fiducia, trasformandosi in artigiani qualificati all’interno di un vero e proprio laboratorio produttivo situato nel centro storico della città.
L’aspetto più innovativo del progetto risiede nel suo profondo legame con la tutela ambientale. La produzione non si basa su macchinari moderni, ma su antichi telai storici, meticolosamente recuperati e rimessi in funzione dalla cooperativa. Questo processo di restauro non solo salva un patrimonio di sapienza artigianale, ma evita anche che questi preziosi strumenti finiscano in disuso o, peggio, in discarica.
Anche la scelta delle materie prime segue una filosofia anti-spreco. Vengono impiegate esclusivamente fibre naturali come lino, cotone, lana, seta e canapa. Spesso si tratta di filati pregiati, recuperati da vecchie giacenze o scarti di altre produzioni, che altrimenti andrebbero perduti. In questo modo, il laboratorio combatte attivamente lo spreco nell’industria tessile, promuovendo un modello di produzione consapevole.
Dal lavoro di queste mani esperte nascono manufatti unici e di alta qualità, che vengono poi venduti al pubblico. La gamma di prodotti include:
– Sciarpe, stole e accessori tessili.
– Borse e piccoli oggetti artigianali.
– Tovaglie, runner, asciugamani e biancheria per la casa.
– Cuscini, arazzi, tende e altri complementi d’arredo.
‘La tela di Penelope’ rappresenta dunque un esempio concreto di come sia possibile creare valore su più livelli: si recuperano persone, offrendo loro dignità e un’opportunità professionale, e al contempo si recuperano ‘cose’, come antichi strumenti e materiali, sottraendoli al ciclo dello spreco e trasformandoli in bellezza.













