M5S, Rotta (Pd): lavoro nero? Di Maio sapeva e fa finta di non sapere

"L'azienda non è del padre di Di Maio, è al 50% di Luigi Di Maio. Il primo fatto denunciato si riferisce a qualche anno fa, gli altri fatti denunciati nel nuovo servizio delle Iene riguardano altri lavoratori e può darsi che questi operai lavorassero quando Luigi Di Maio era già proprietario dell'azienda"

Foto LaPresse - Guglielmo Mangiapane

Roma, 27 nov. (LaPresse) – “L’azienda non è del padre di Di Maio, è al 50% di Luigi Di Maio. Il primo fatto denunciato si riferisce a qualche anno fa, gli altri fatti denunciati nel nuovo servizio delle Iene riguardano altri lavoratori e può darsi che questi operai lavorassero quando Luigi Di Maio era già proprietario dell’azienda”. Lo dice la vicepresidente dei deputati del Pd Alessia Rotta ai microfoni di Radio Cusano Campus. “Ma al netto della questione temporale, il punto è c’è una condanna che corrisponda ai fatti da parte del ministro Di Maio nei suoi confronti? Lui è il ministro dei condoni e del lavoro in nero. Del resto Di Maio la scorsa settimana ha dichiarato candidamente che sta stampando 6 milioni di tessere per il reddito di cittadinanza. Stiamo parlando di un ministro irresponsabile”.

continua Alessia Rotta 

“E’ possibile mai che ci sia un provvedimento nei confronti dell’azienda di suo padre, di cui lui è comproprietario, che lui ignori completamente?  Non può ignorare che nella sua azienda ci siano irregolarità. Dunque se a un cittadino comune arriva una lettera a casa da parte dell’agenzia delle entrate, lo saprebbe oppure no? Se non lo so e sono un imprenditore vuol dire che sono uno spiantato, per non dire uno sprovveduto e allora non devo certo fare il ministro del lavoro e dello sviluppo economico. Se lo so, fingo di non saperlo. A quale bugia si appellerà questa volta il ministro del lavoro nero. Qui non è la colpa dei padri sui figli, il punto è la responsabilità che Luigi Di Maio deve prendere di fronte a fatti che attengono direttamente lui e la sua azienda”.

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